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101 - 150


Copyright © testi e immagini - Dr. Enzo Boncompagni, Cardiologo - Italy   
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101 - Angioplastica con stent
101 - Angioplastica e Stent - Angioplastica con stent

Angioplastica (PTCA = Percutaneous Transluminal Coronary Angioplasty)
E' un metodo per togliere l'ostruzione di una arteria, (in questa definizione coronaria, ma possibile anche per altre arterie).
Consiste nella introduzione attraverso l'arteria femorale (reoerita a livello della piega inguinale) di un catetere su cui è montato un palloncino che, posizionato a cavallo della placca che ostruisce l'arteria, e dilatatato opportunamente provoca lo distruzione sub-totale della placca, riducendola a una percentuale di occlusione molto bassa e non emodinamicamente significatica.
Per limitare, anche di molto la possibilità di recidiva (restenosi*) si è introdotto l'uso dello stent, una specie di "molla" montata solidalmente al palloncino. Questa piccola protesi, dopo la dilatazione, e una volta ritirato il palloncino, rimane in sede, per cercare di tenere aperto il lume dell'arteria.
Qui vediamo un palloncino con uno stent posizionato a livello della placca.
102 - Arteria dopo il trattamento

102 - Angioplastica e Stent - Arteria dopo il trattamento

Qui vediamo l'aspetto dll'arteria dopo la PTCA* e dopo che è stato ritirato il palloncino. In questo caso la PTCA è stata effettuata senza il posizionamento di uno stent.
Come si può vederela stenosi per placca, che immagineremo essere stata del 95% prima della PTCA è molto ridotta. In questo caso al 15-20%.
Questo è il massimo risultato ottenibile con la PTCA ed è considerato successo della stessa. C'è poi il rischio di recidiva (restenosi*) che è consistente nei primi 3-6 mesi.

103 - Risultati a distanza
103 - Angioplastica e Stent - Risultati a distanza

1 - Buon risultato è considerato un restringimento dell'arteria ridotto a meno del 30%
e questo si ottiene in una grande maggioranza dei casi; oltre il 90%.
2 - Il rischio di infarto (limitato alle prime 6 ore) è 0.6%
3 - Il rischio di infarto durante l'angioplastica è 0.9%
4 - Il rischio di chirurgia di bypass durante la PTCA* è l' 1.7%
5 - Il rischio di nuova PTCA nei primi 6 mesi è 20%
6 - Il successo della PTCA dopo 5 anni è 50%
104 - Bypass (arteria locale)
104 - Cardiochirurgia - Bypass (arteria locale)

Vediamo l'arteria quasi ostruita dalla placca giallastra.
In blu il bypass, un "ponte", una "tangenziale" posizionata chirurgicamente per permettere il passagio del flusso di sangue.
105 - Bypass (Cuore)

105 - Cardiochirurgia - Bypass (Cuore)

In questo disegno vediamo la posizione dei due bypass impiantati, uno sulla coronaria destra (il primo, a sinistra) e uno sulla coronaria sinistra (il secondo, a destra).

106 - Protesi in dacron
(ultimo tratto di aorta e aa. iliache)

106 - Cardiochirurgia - Protesi in dacron (ultimo tratto di aorta e aa. iliache)

Il dacron è un materiale inerte. Alcuni tratti di arteria, che non sono riparabili, vengono totalmente sostituiti da una protesi.
107 - Franklin Delano Roosvelt

107 - Ipertensione arteriosa - Franklin Delano Roosvelt

Affetto da Ipertensione Arteriosa.

108 - Winston Churchill

108 - Ipertensione arteriosa - Winston Churchill

Affetto da Ipertensione Arteriosa.

109 - Josif Stalin

109 - Ipertensione arteriosa - Josif Stalin

Affetto da Ipertensione Arteriosa.

110 - Pressione arteriosa
Valori normali, borderline e alti

110 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Valori normali, borderline e alti

La pressione alta del sangue (Ipertensione Arteriosa) può essere Massima (o Sistolica, perchè è quella che troviamo nell'albero arterioso durante la sistole, o contrazione del cuore; si chiama massima perchè è la massima ottenibile nel sistema), [001] o Minima o Diastolica, perchè è quella che troviamo durante la diastole, o rilasciamento del cuore; si chiama minima perchè è la minima ottenibile nel sistema) [001].
Sono indicati nell'immagine i vari valori nella scala da normale ad alta, sia per la massima che per la minima. Come si vede c'è una grande variabilità e non è possibile definire in numeri precisi quali possano essere i valori normali e anormali.

111 - Pressione Arteriosa - Curva durante le 24 ore

111 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Curva durante le 24 ore

Spesso si sente dire da qualcuno che ha controllato la propria pressione arteriosa (PA) che un pò prima era alta e un pò dopo era bassa, o viceversa.
Questo succede normalmente nei valori della PA. Basta osservare quanto si vede in questa immagine che mostra le variazioni della PA massima e minima durante le 24 ore. Sulle ascisse* le ore del giorno (6, 12, 18, 24). Sulle ordinate i valori pressori, da 60 a 160. La striscia rossa dentellata esprime, nel suo matgine inferiore, i valori della minima e nel suo margine superiore i valori della massima.
Vediamo come si abbia un rialzo di ambedue i valori al risveglio e una diminuizione all'inizio del sonno notturno. Ma vediamo anche che, nel corso delle varie ore della giornata, continue e infinite sono le variazioni pressorie. E questo è logico, perchè la pressione arteriosa si adatta continuamente a quelle che sono le richieste dell'organismo in tutti i momenti della giornata.

112- Pressione Arteriosa - Decorso clinico

112 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Decorso clinico

La linea blu indica pressione arteriosa normale. La linea rossa indica come si sposta dai valori normali e come cambia la pressione arteriosa in un soggetto iperteso.
Inizialmente abbiamo una fase insidiosa con ipertensione llabile. Poi si passa alla fase di ipertensione permanente, ma senza sintomi, e quindi alla fase della ipertensione senza complicazioni. Si entra poi nella fase delle complicazioni che possono essere anche gravi.
E'importante capire che tutto il decorso avviene, di consueto, in tempi lunghi.

113 - Pressione Arteriosa - Classificazione

113 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Classificazione

Si può, con precisione sufficiente, cercare di classificare la propria pressione arteriosa. Sulle ascisse* la pressione sistolica in vari valori, in ordine crescente. Sulle ordinate* la pressione diastolica in vari valori, in ordine decrescente. Nel centro 49 piccoli rettangoli. 9 di colore verde, sfumato dal chiaro allo scuro, e 40 rossi, anche
questi sfumati dal chiaro allo scuro.
Ognuno può arrivare a identificare il valore della propria pressione arteriosa e l'importanza relativa.
Si parte nella zona verde, dall'ottimale, 120-80 o meno, per passare al rettangolo della normale-alta.
Si entra poi nella zona rosa-rosso, che è quella della ipertensione, dove troviamo 4 stadi (stage) di gravità, via via che il colore va dal rosa verso il rosso scuro.

 

114 - Pressione Arteriosa - Fattori che la influenzano

114 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Fattori che la influenzano

L'Ipertensione Arteriosa primaria o "essenziale", cioè, apparentemente senza una causa, può essere tuttavia influenzata da vari fattori che possono farne variare i valori:
Dietetici, Emodinamici*, Genetici, Ormonali, e Attività fisica.
E' bene ricordare peraltro che questi fattori, presi singolarmente, o nella loro totalità, potranno solo influenzare la ipertensione arteriosa, ma mai potranno esserne la causa.

115 - LVH e dilatazione
Disfunzione diastolica del Ventricolo sinistro

115 - Ipertensione arteriosa - LVH e Dilatazione - Disfunzione diastolica del V Sx

Vediamo il V Sx in sezione longitudinale, con l'arrivo del sangue dall'atrio Sx, il riempimento del ventricolo (in giallo) e lo svuotamento attraverso l'aorta.
Nella immagine a Sx è tutto regolare. Ma se il V Sx ha dovuto sopportare una situazione di pressione arteriosa alta per un lungo tempo, ha avuto un carico di lavoro maggiore per poter spingere il sangue in uscita dentro l'aorta. Questo ha causato un aumento della massa muscolare della parete ventricolare (immagine di centro) e di conseguenza, una diminuizione della dimensione della cavità ventricolare. Questa, quindi, avrà una maggiore difficoltà nel riempimento, o diastole.
E' questa la disfunzione diastolica del ventricolo sinistro
Nella immagine di destra la situazione è completamente diversa: il V Sx è dilatato.
Si tratta di una condizione nella quale la camera ventricolare sinistra si riempie maggiormente, ma ha, nello stesso tempo, una diminuita forza per svuotarsi.

116 - Pressione Arteriosa - Stress di parete sull'arteria

116 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Stress di parete sull'arteria

La situazione di pressione alta determina, nel tempo, una modificazione della parete arteriosa, che, in qualche modo, si adatta a questa situazione impropria.
Sopra vediamo la normale pressione (frecce bianche normali) che il sangue esercita sulla parete interna della arteria, e in questo caso le cellule che formano la parete stessa (intima*).in colore celeste chiaro hanno aspetto normale.
Sotto la pressione arteriosa è alta e lo stress sulla parete interna dell'arteria è molto naggiore (frecce bianche grandi). Le cellule, in questo caso, sono molto più grandi.
E' l'inizio dell'ispessimento della parete arteriosa interna, che poi si svilupperà negli anni.

117 - Pressione Arteriosa
Modificazioni del calibro dell'arteria

117 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Modificazioni del calibro dell'arteria

Mentre l'arteria in alto è normale, le due in basso hanno un calibro minore: quella di sinistra per ispessimento della parete, quella di destra per vascocostrizione

118 - Pressione arteriosa - Ispessimento media - 1

118 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Ispessimento media - 1

Vediamo in questo preparato istologico gli effetti sull'arteria di uno stato di ipertensione arteriosa che dura da tempo. C'è un ispessimento della parete (giallo chiaro) e una duplicazione, e anche più, della lamina elastica. Nel centro dell'arteria, in giallo carico, c'è il sangue

119 - Pressione arteriosa - Ispessimento media - 2

119 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Ispessimento media - 2

Un preparato istologico che dimostra l'enorme ispessimento della parete dell'arteria dopo l'esposizione a pressione alta del sangue per anni.
Nella parte centrale, indicato con (L), è tutto quello che rimane del lume dell'arteria, ormai ridotto a pochissimo spazio.

120 - Pressione arteriosa - Fotografia del fondo dell'occhio

120 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Fotografia del fondo dell'occhio

Ecco la possibilità di poter sempre vedere, dal vivo, lo stato delle arterie.
Nei casi di ipertensione arteriosa presente da anni, la retina subisce modificazioni tipiche, e si parla di retinopatia del 1° 2° 3° 4° stadio.
In tali casi la vista può essere anche seriamente compromessa.

121 - Pressione arteriosa - Legge di Wilber e Barrow

121 - Ipertensione arteriosa - Pressione arteriosa - Legge di Wilber & Barrow

Su 100 ipertesi, poco più del 10% si curano. Gli altri o non sanno di essere ipertesi, o pur sapendolo non si curano, o smettono di curarsi dopo breve tempo.
Anche con questa osservazione si spiegano i tanti danni che l'ipertensione arteriosa causa.

122 - Albero coronarico in rosso

122 - Coronarie e Coronarografia - Albero coronarico in rosso

Questa visualizzazione è stata ottenuta iniettanto nell'albero coronarico una sostanza ossificante e macerando tutto il resto dei tessuti cardiaci, per lasciare in evidenza solo l'albero coronarico.
Vediamo la radice aortica, in alto a sinistra, la coronaria destra e la sinistra con in evidenza il suo primo tratto, chiamato tronco comune.
Le coronarie si arborizzano moltissimo: un cm3 di muscolo cardiaco può avere fino a 4.000.000 di capillari coronarici. Naturalmente, in questo tipi di preparato, non è possibile metterli in evidenza.

123 - Circolazione bilanciata

123 - Coronarie e Coronarografia - Circolazione bilanciata

L'albero arterioso coronarico è costituito da un distretto destro e da un distretto sinistro.
Il distretto destro ha come ramo principale la coronaria destra, che origina dall'aorta. Poi questo ramo si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
Il distretto sinistro ha come ramo principale la coronaria sinistra, che origina dall'aorta, inizia con un tratto di 3 cm., il tronco comune, e poi si divide in 2 rami importanti:
la discendente anteriore e la circonflessa. Poi anche questo ramo sinistro si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
Questi distretti possono essere bilanciati, a dominanza destra o a dominanza sinsitra.
Nel 34% dei casi sono bilanciati.

124 - Circolazione dominante destra

124 - Coronarie e Coronarografia - Circolazione dominante destra

L'albero arterioso coronarico è costituito da un distretto destro e da un distretto sinistro.
Il distretto destro ha come ramo principale la coronaria destra, che origina dall'aorta. Poi questo ramo si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
Il distretto sinistro ha come ramo principale la coronaria sinistra, che origina dall'aorta, inizia con un tratto di 3 cm., il tronco comune, e poi si divide in 2 rami importanti:
la discendente anteriore e la circonflessa. Poi anche questo ramo sinistro si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
Questi distretti possono essere bilanciati, a dominanza destra o a dominanza sinsitra.
Nel 48% dei casi si ha una dominanza del distretto destro

125 - Circolazione dominante sinistra

125 - Coronarie e Coronarografia - Circolazione dominante sinistra

L'albero arterioso coronarico è costituito da un distretto destro e da un distretto sinistro.
Il distretto destro ha come ramo principale la coronaria destra, che origina dall'aorta. Poi questo ramo si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
Il distretto sinistro ha come ramo principale la coronaria sinistra, che origina dall'aorta, inizia con un tratto di 3 cm., il tronco comune, e poi si divide in 2 rami importanti:
la discendente anteriore e la circonflessa. Poi anche questo ramo sinistro si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
Questi distretti possono essere bilanciati, a dominanza destra o a dominanza sinsitra.
Nel 18% dei casi si ha una dominanza del distretto sinistro

126 - Topografia delle coronarie

126 - Coronarie e Coronarografia - Topografia delle coronarie

In questo disegno vediamo l'origine dell coronarie destra e sinistra dall'aorta, il profilo del cuore e dell'arteria polmonare.

127 - Le coronarie
127 - Coronarie e Coronarografia - Le Coronarie

L'albero arterioso coronarico è costituito da un distretto destro e da un distretto sinistro.
Il distretto destro ha come ramo principale la coronaria destra, che origina dall'aorta. Poi questo ramo si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
Il distretto sinistro ha come ramo principale la coronaria sinistra, che origina dall'aorta, inizia con un tratto di 3 cm., il tronco comune, e poi si divide in 2 rami importanti:
la discendente anteriore e la circonflessa. Poi anche questo ramo sinistro si arborizza fino a presentare 2.000.000-4.000.000 di capillari in 1 cm3 di muscolo cardiaco.
 
128 - Sistema Nervoso Autonomo
Simpatico e Parasimpatico

128 - Sistema Nervoso Autonomo - Sistema Nervoso Vegetativo Simpatico e Parasimpatico

Tutto, nel corpo umano, è controllato dal Sistema Nervoso: le attività volomtarie (Sistema Nervoso di Relazione, che comanda tutti i movimento volontari) e Sistema Nervoso vegetativo, SNV, che non è controllato dalla nostra volontà e, per questo, è anche chiamato Autonomo.
Il SNV, che comanda e controlla il funzionamento di tutti gli organi, ha, a sua volta, 2 sezioni: il Sistema Nervoso Simpatico ("acceleratore") e il Sistema Nervoso Parasimpatico ("freno").
Ambedue queste sezioni funzionano con i rispettivi mediatori chimici*:
Sistema Nervoso Simpatico: Adrenalina
Sistema Nervoso Parasimpatico: Acetilcolina

129 - Controllo nervoso del cuore

129 - Sistema Nervoso Autonomo - Controllo nervoso del cuore

Tutto, nel corpo umano, è controllato dal Sistema Nervoso: le attività volomtarie (Sistema Nervoso di Relazione, che comanda tutti i movimento volontari) e Sistema Nervoso vegetativo, SNV, che non è controllato dalla nostra volontà e, per questo, è anche chiamato Autonomo.
Il SNV, che comanda e controlla il funzionamento di tutti gli organi, ha, a sua volta, 2 sezioni: il Sistema Nervoso Simpatico ("acceleratore") e il Sistema Nervoso Parasimpatico ("freno").
Ambedue queste sezioni funzionano con i rispettivi mediatori chimici*:
Sistema Nervoso Simpatico: Adrenalina
Sistema Nervoso Parasimpatico: Acetilcolina

Il SNV controlla il nodo seno-atriale*, che controlla e comanda il battito cardiaco.
Per la conservazione della vita, nel cuore ci sono più fibre nervose simpatiche che parasimpatiche.

130 - Extrasistoli

130 - Aritmie - Extrasistoli

EXTRASISTOLE, singolare e EXTRASISTOLI, plurale. Anche se, come in questa immagine, sarebbe più corretta la definizione di contrazione ventricolare prematura. Infatti extrasistole significa extra contrazione (o sistole) ventricolare, cioè che si è originata nel ventricolo sinistro [V Sx*]. Ma come si può vedere (frecce rosse) la contrazione , come tempo, non arriva interpolata esattamente tra due contrazioni normali (le punte nere più basse), ma arriva anticipata (prematura) e con un periodo di pausa più lungo. E' proprio questa pausa compensatoria* che, insieme alla extrasistole, fa sentire il sintomo caratteristico di "vuoto alla gola". Anche perchè l'extrasistole ventricolare non esprime una corretta funzione di pompa del cuore. Il cuore infatti, nella contrazione extra, non ha la capacità di riempirsi come dovrebbe e quindi all'atto della sistole la funzione della pompa non è effcace.

131 - Cause di extrasistoli

131 - Aritmie - Cause di extrasistoli

Nel tracciato ECG vediamo 2 extrasistoli. Le cause possono essere molte: in questa tavola sono indicate le principali, e le più frequenti.
In ogni caso è bene ricordare che l'extrasistole più prematura è (vedi commento alla immagine 130) più può essere pericolosa per la possibilità di dar luogo a un insieme di tante extrasistoli consecutive (run = corsa) che potrebbero dar luogo ad una insufficiente funzione di pompa cardiaca, e quindi a una perdita di coscienza.
Di tutte le cause qui a lato elencate, la cardiopatia ischemica è certamente la più frequente.
132 - Cause di Fibrillazione Atriale

132 - Aritmie - Cause di Fibrillazione Atriale

La fibrillazione atriale (FA*) consiste nella assente contrazione ritmica degli atri, che si contraggono ad una frequenza altissima, 250-300 al minuto, con risultato di mancata funzione di pompa atriale a causa della troppo elevata frequenza di contrazione. Il cuore non potrebbe svolgere la sua funzione di pompa ventricolare a frequenze così elevate. Corregge questa situazione la presenza del nodo atrioventricolare* che di tutti i numerosi impulsi che riceve, lascia passare, nei fasci ventricolari di eccitazione (branca destra e branca sinistra) solo 70-80 impulsi in media, anche se in un modo irregolare, non ritmico.
La mancanza di funzione di pompa degli atri causa in queste camere un rallentamento del flusso di sangue. Si avrà così la possibilità che si possano formare negli atri dei coaguli. Questi saranno inevitabilmente pompati nei ventricoli e da questi potranno essere inviati, con il flusso di sangue, nella circolazione polmonare o sistemica, causando embolie, che potranno essere anche pericolose.
Ecco perchè. a giudizio del Medico Curante, e se non ci sono controindicazioni, viene spesso, nei casi di FA, instaurata terapia anticoagulante con dicumarolici.
Nella immagine vediamo le più frequenti cause di FA. L'ipertensione arteriosa, la cardiopatia ischemica e le malattie valvolari sono le maggiori cause.

133 - Defibrillatore impiantabile automatico

133 - Pacemakers e Defibrillatori - Defibrillatore impiantabile automatico

Quando il cuore perde la capacità di mantere il suo ritmo perchè sono presenti disordini del ritmo che possono mettere a rischio la continuità e la regolarità della attività cardiaca, è possibile impiantare un dispositivo, l'AICD, un defibrillatore impiantabile, che entrerà in azione se l'attività cardiaca diventerà talmente disordinata da mettere a rischio la vita.
Vediamo nel grafico a lato che, in casi a rischio, e con indicazione precisa, quando impiantato un AICD la sopravvivenza è nettamente maggiore.

134 - ECG - Normale

134 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - ECG - Normale

Spesso, anche se non sempre, e maggiormente nelle prove da sforzo, se è presente una ischemia, (una situazione del muscolo cardiaco in cui esso riceve una diminuita quantità di sangue per una stenosi* di una coronaria causata da una placca) l'ECG rivela questa situazione con un aspetto diverso del tratto ST.
Il tratto ST normalmente è su una ideale linea orizzontale, dove scorre il tracciato elettrocardiografico.
In questa figura il tratto ST è normale.

135 - eECG - Ischemico

135 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - ECG - Ischemico

Spesso, anche se non sempre, e maggiormente nelle prove da sforzo, se è presente una ischemia, (una situazione del muscolo cardiaco in cui esso riceve una diminuita quantità di sangue per una stenosi* di una coronaria causata da una placca) l'ECG rivela questa situazione con un aspetto diverso del tratto ST.
Il tratto ST normalmente è su una ideale linea orizzontale, dove scorre il tracciato elettrocardiografico.
In questa figura il tratto ST è patologico. Esso è infatti sottolivellato e rivela uno stato ischemico.

136 - Infarto miocardico - Rottura del cuore

136 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Infarto miocardico - Rottura del cuore

Quando in una parte del muscolo cardiaco è avvenuto un infarto, la diminuita resistenza del muscolo infartuato può arrivare a provocare la rottura dello stesso.
Quando questo accade, l'evento è quasi sempre fatale.

137 - Ipertrofia Ventricolare Sinistra Concentrica

137 - Ipertrofia Cardiaca - Ipertrofia Ventricolare Sinistra Concentrica

Sezione trasversale del cuore, che mostra il V Dx e il V Sx, con una parete muscolare molto ispessita. L'ispessimento ha coinvolto anche il setto, ed è un tipico caso di ipertrofia concentrica del ventricolo sinistro.

138 - Ipertrofia e Dilatazione del Miocardio

138 - Ipertrofia Cardiaca - Ipertrofia e Dilatazione del Miocardio

A sinsitra vediamo il tipico aspetto della ipertrofia ventricolare sinistra.
Si può notare la differenza con l'immagine al centro, che è quella di un cuore normale.
A destra vediamo un cuore dilatato, dove sono ben visibili il V Dx e il V Sx.

139 - Miocardio normale e ipertrofico - Istologia

139 - Ipertrofia Cardiaca - Miocardio normale e Ipertrofico - Istologia

A sinistra, in questo preparato istologico, il tessuto miocardico normale, ben diverso da quello che vediamo nella immagine a destra, con le fibrocellule muscolari cardiache ingrossate in modo manifesto.
L'Ipertrofia Ventricolare Sinistra è una condizione che predispone a varie patologie.

140 - Cuore, Valvole, Circolazione, Resistenze

140 - Valvole Cardiache - Cuore, Valvole, Circolazione, Resistenze

Il sangue esce dal cuore attraverso le valvole di uscita (Polmonare e Aortica) per dirigersi verso i polmoni e verso il circolo generale.
Poi i vasi* diventano sempre più piccoli causando una resistenza al flusso sempre maggiore.
A questo punto i vasi venosi di ritorno, che da piccolissimi diventeranno sempre più grandi, riporteranno il sangue alle camere inferiori del cuore (ventricolo destro e sinistro) attraverso le valvole di entrata (Tricuspidale e destra e Mitrale a sinistra).

141 - Valvola mitrale - Vegetazioni batteriche

141 - Cardiopatie Valvolari - Valvola Mitrale - Vegetazioni batteriche

Vediamo qui, in un disegno, il ventricolo sinistro aperto e i lembi della valvola mitrale, con le corde tendinee ancorate ai muscoli papillari (le colonnette muscolari sotto le corde tendinee).
Sul bordo dei lembi valvolari sono visibili granulazioni vegetative causate da una infezione provocata di consueto da un batterio, lo streptococco beta-emolitico.
Questo può causare processi infiammatori anche ai reni e alle articolazioni.
Solo nel caso dell'interessamento articolare si avrà dolore, nel caso dei lembi valvolari cardiaci (endocardite batterica) e nel caso dei reni il dolore sarà assente.

142 - Alviero tatini - Pianta in fiore

142 - Relax - Alviero Tatini - Pianta in fiore - 1993

Pianta in fiore

Olio su tela

90 x 80

1993

Alviero Tatini è un pittore fiorentino. Un Maestro della Pittura. Basta guardare come è realizzato l'accostamento cromatico. L'uso dei colori da parte di questo Artista è unico e bellissimo. Un computer ha una scheda grafica con milioni di colori: Alviero Tatini li ha nel suo pennello e nella sua tavolozza.
Possiamo ammirare in questa opera, l'uso sapiente dei colori che riescono a dare vita ad un oggetto inanimato: basta guardare la foglia verde chiaro in primo piano e i colori delle altre foglie. Un soggetto semplice, in qualche modo poco flessibile per dare spazio alla fantasia dell'Artista. Ma proprio perchè il soggetto è semplice e quindi la sua raffigurazione diventa più difficile, per non diventare banale, essa richiede un grande pennello. Ma anche uno spirito che sappia vedere le cose che sono intorno a noi in un modo purtroppo invisibile a molti.

143 - Valvola aortica normale - Aperta e chiusa

143 - Valvole Cardiache - Valvola aortica normale - Aperta e Chiusa

La valvola aortica ha tre cuspidi*, che si aprono lasciando passare il sangue in uscita dal vetricolo sinistro, e si chiudono, una volta che il sangue sia entrato in aorta, per impedire che il sangue stesso torni indietro,nel ventricolo.
Delle tre cuspidi, due sono chiamate "coronariche" perchè sopra di esse originano le coronarie di destra e di sinistra, e la terza è chiamata "non coronarica".
Qui vediamo il modo con cui la valvola si apre e si chiude normalmente.

144 - Valvola aortica malata - Aperta e chiusa

144 - Cardiopatie Valvolari - Valvola aortica malata - Aperta e Chiusa

La valvola aortica ha tre cuspidi*, che si aprono lasciando passare il sangue in uscita dal vetricolo sinistro, e si chiudono, una volta che il sangue sia entrato in aorta, per impedire che il sangue stesso torni indietro,nel ventricolo.
Delle tre cuspidi, due sono chiamate "coronariche" perchè sopra di esse originano le coronarie di destra e di sinistra, e la terza è chiamata "non coronarica".
Qui vediamo che l'apertura difettosa (stenosi)
e la chiusura difettosa (insufficienza)

145 - Valvola cardiaca - Apertura normale

145 - Valvole Cardiache - Valvola cardiaca - Apertura normale

Una valvola è una struttora che deve permettere, aprendosi. il flusso di un liquido (nel nostro caso di sangue) solo in un senso, e chiudendosi, impedire che il flusso lasciato passare torni indietro.
Qui vediamo una valvola con apertura normale

146 - Valvola cardiaca - Chiusura normale

146 - Valvole - Valvola cardiaca - Chiusura normale

Una valvola è una struttora che deve permettere, aprendosi. il flusso di un liquido (nel nostro caso di sangue) solo in un senso, e chiudendosi, impedire che il flusso lasciato passare torni indietro.
Qui vediamo una valvola con chiusura normale

147 - Valvola cardiaca - Apertura normale e Stenosi

147 - Cardiopatie Valvolari - Valvola cardiaca - Apertura normale e Stenosi

Una valvola è una struttora che deve permettere, aprendosi. il flusso di un liquido (nel nostro caso di sangue) solo in un senso, e chiudendosi, impedire che il flusso lasciato passare torni indietro.
Qui vediamo a sinistra una valvola che si apre normalmente, a destra una valvola che si apre meno e quindi lascia passare meno sangue (come dimostrato dalla grandezza della freccia rossa, indicativa del flusso di sangue, che a destra è molto più piccola, volendo così interpretare la minore quantità di sangue che fluisce attraverso la valvola che abbia stenosi)

148 - Valvola cardiaca - Chiusura normale e Insufficienza
148 - Cardiopatie Valvolari - Valvola cardiaca - Chiusura normale e Insufficienza

Una valvola è una struttora che deve permettere, aprendosi. il flusso di un liquido (nel nostro caso di sangue) solo in un senso, e chiudendosi, impedire che il flusso lasciato passare torni indietro.
Qui vediamo a sinistra una valvola che si chiude normalmente, a destra una valvola che si apre meno e quindi lascia passare meno sangue (come dimostrato dalla grandezza della freccia rossa, indicativa del flusso di sangue, che a sinistra, nel casi di chiusura normale, non può tornare indietro, e a destra, in piccola parte (freccia rossa centrale più piccola) torna indietro. Questo si chiama rigurgito valvolare.
149 - Aritmie - Morte improvvisa
149 - Aritmie - Morte improvvisa
150 - Muscoli papillari e corde tendinee

150 - Valvole Cardiache - Muscoli papillari e corde tendinee

La parte superiore della foto è uno dei due lembi della valvola mitrale. Quando questa si chiude, impedendo che il sangue torni indietro dal V Sx all'A Sx, è sostenuta da una struttura di tensione e controllo dei lembi che evita che i lembi possano aprirsi verso l'atrio, come avverrebbe senza tale struttura, essendoci, al momento della contrazione del ventricolo Sx una pressione nel ventricolo stesso molto maggiore di quella dell'atrio, dive sta arrivando il sangue dal circolo polmonare.
Questa struttura consta di corde tendinee, qui ben visibili, ancorate a delle colonnette muscolari che fanno parte del corpo muscolare ventricolare, e che si chiamano muscoli papillari (la struttura in basso).