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Stenosi  Arterie  Renali

Renal  Artery  Stenosis

R A S


      L'apparato renale [716] [237] [236] [715] [721] ha essenzialmente due funzioni:
1 - Escrezione dei prodotti terminali del metabolismo corporeo
2 - Controllo della concentrazione dei liquidi e dei loro soluti in tutti i vari tessuti

    Naturalmente l'afflusso di sangue ai reni è necessario che sia nella misura giusta, e il sangue affluisce ai reni attraverso le arterie renali, che pertanto devono avere la loro portata ottimale, consentita dalla loro pervietà ottimale. Ostruzioni di queste arterie provocano diminuizione del flusso di sangue ai reni e, di conseguenza, l'attivazione del sistema renina-angiotensina, ipertensione arteriosa, nefropatia ischemica, e altre modificazioni patologiche.
    Ateromi possono infatti formarsi nelle arterie renali, in genere alla loro origine dall'aorta (ostio*) e causare la stenosi delle arterie renali (Renal Artery Stenosis, RAS). La causa principale della ostruzione, quindi, è il processo aterosclerotico [***] (90%). Raramente può essere responsabile una malattia fibromuscolare dell'arteria renale stessa. Certamente la prima reazione del rene alla ischemia conseguente alla stenosi è la formazione di renina e l'attivazione del sistema renina-angiotensina, come meccanismo di compenso (il rene stesso "cerca di aumentare il suo flusso" aumentando la pressione del sangue).

    La RAS è una malattia rapidamente progressiva: 25% dei pazienti a 1 anno, 35% a 3 anni, 50% a 5 anni. La capacità di progressione della malattia aumenta in presenza di diabete mellito, ipertensione arteriosa e ostruzioni superiori al 60%. Di solito si arriva alla occlusione totale in 5 anni quando la stenosi è inferiore al 60%, se la nstenosi è superiore si può arrivare alla occlusione totale in 1 anno. Altri studi dimostrano la possibilità di arrivare ad una atrofia renale nel 21% dei casi in 2 anni.
    Tutti questi studi giustificano l'interesse immediato di rivascolarizzazione al momento che la diagnosi viene fatta. La RAS è più frequente in pazienti che abbiano una malattia arteriosa degenerativa in altri distretti.

    L'esame che ci permette la diagnosi di RAS è l'angiografia con mezzo di contrasto. La rivascolarizzazione può essere fatta per via chirurgica (bypass aorto-renale), ma nel 1978 Andreas Gruntzig e altri per primi dimostrarono la possibilità di rivascolarizzazione mediante angioplastica. Con il solo palloncino la restenosi avveniva nel 10-47% dei casi sopratutto quando la lesione era ostiale; l'avvento degli stents ha decisamente migliorato gli effetti di questa procedura, e, nel caso di lesione ostiale è decisamente da preferire. Complicazioni (perforazioni parenchimali, emboli di colesterolo, dissezione aortica) possono insorgere nel 2% dei casi, ma il successo della procedura, a lungo termine, è maggiore del 95%.
    I risultati dell rivascolarizzazione descritta nei casi di RAS sono il miglioramento del controllo della pressione arteriosa, e la conservazione della funzione renale. Si deve ricordare che, in caso di RAS bilaterale c'è anche il pericolo di edema polmonare acuto, e la rivascolarizzazione delle arterie renali elimina questo pericolo.



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