130
Copyright © testi e immagini - Dr. Enzo Boncompagni, Cardiologo - Italy   
All rights reserved

Sincope


   Dal greco synkoptein = spezzare

   E' una perdita di coscienza, a carattere temporaneo, causata da flusso cerebrale diminuito sotto un livello minimo necessario per il funzionamento del cervello stesso.

   Contrariamente alla sincope il coma è caratterizzato da perdita di coscienza prolungata, e, se ci sono attacchi epilettici, questi non sono necessariamente determinati da un difetto di circolazione cerebrale.

   La circolazione cerebrale ridotta, che genera la sincope, può dipendere da una diminuita portata cardiaca, sotto il livello minimo necessario, o da diminuita possibilità di flusso cerebrale.

   Ci sono episodi di sincope da causa sconosciuta.

 

  Peraltro, patologie conosciute di vario genere, possono provocare una sincope:

   Cause non cardiovascolari

   1 - Sindrome vasodepressiva

   2 - Sindrome ortostatica

   Cause cardiovascolari

   1 - Aritmie - 80%

                   Ipocinetiche (Sindrome di Morgagni Adam Stokes)

                   Ipercinetiche (aritmie ventricolari gravi e complesse)

   2 - Infarto

   3 - Stenosi aortica

   4 - Embolia polmonare

   La sincope, di solito, colpisce il soggetto in posizione ortostatica*.

   Difficile che una sincope intervenga in posizione clinostatica*; se la sincope è intervenuta quando il paziente era in posizione ortostatica, mettendolo in posizione clinostatica, la situazione va quasi sempre verso il recupero.

Fuga dal vago (Vagal escape)

Una forte stimolazione vagale può arrestare il battito cardiaco per alcuni secondi, ma poi il cuore non risente più di tale stimolazione e realizza un meccanismo di compenso noto come Vagal escape o Fuga dal vago fino a contrarsi a frequenze comprese fra i 15 ed i 40 bpm.
La stimolazione vagale può anche far diminuire la forza della contrazione fino al 50%.

L’improvviso arresto cardiaco ha, naturalmente, conseguenze cliniche nel momento. Esso, anche se breve, può provocare lipotimia o sincope. La “fuga dal vago” ripristinerà il battito cardiaco, anche se “di emergenza” (frequenza molto bassa).

AZIONE DEL VAGO

L’azione prevalente del vago è sull'atrio: le influenze ventricolari sono secondarie.
L'azione tonica del vago varia, nell'uomo, con lo stato di allenamento: in coloro che praticano sport essa è maggiore.
Se si eliminasse sia il vago che il simpatico il cuore si contrarrebbe con una frequenza di 105 battiti per minuto: quindi anche in questo caso non si fermerebbe: dimostrazione, anche questa, che tutto è finalizzato alla conservazione della vita.
Al limite, il cuore potrebbe fare a meno della sua regolazione nervosa, ma il suo funzionamento sarebbe più primitivo e rigido, non potendo regolare la propria frequenza (numero dei battiti per minuto) in base alle sue necessità del momento.

Se la stimolazione vagale è intensa si ha una diminuizione della frequenza e il cuore tende a fermarsi: proprio come una automobile quando si fa una frenata improvvisa.

E allora avviene uno dei tanti meccanismi di compenso: se una tale stimolazione accadesse nel nostro cuore, questo non si fermerebbe. Perché? Perchè il cuore ha la possibilità di riprendere il suo battito. Infatti in questo caso entra in funzione il “pacemaker naturale” di riserva, cioè le fibre di PURKINJE della muscolatura ventricolare.
Queste tuttavia hanno una frequenza di eccitazione molto più bassa:da 15 a 40 al minuto.
Il cuore continua pertanto a funzionare come pompa, e reagisce all’arresto provocato dalla improvvisa e intensa stimolazione vagale, anche se si tratta di un “funzionamento di emergenza”.

Esempio ulteriore: sparisce la corrente elettrica in casa? Ognuno di noi ha in tali casi un presidio di emergenza, in attesa che la corrente elettrica normale sia ripristinata. Quindi, dopo
l’interruzione della corrente elettrica (lipotimia, sincope),
non si rimane al buio
(vagal escape),
anche se la nostra operatività è limitata
(diminuizione della forza ventricolare).

Tutto questo si chiama “Vagal escape”, “Fuga dal vago”, ed è un'altra dimostrazione di come tutto sia ordinato, in noi, alla conservazione della vita.


Home Page

Work in progress...