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Scompenso Cardiaco L V F Left Ventricular Failure |
Scompenso cardiaco è sinonimo di insufficienza cardiaca. Il corpo umano ha molti meccanismi di compenso che sviluppa tutte le volte che una situazione di distretto o organo non sia corretta, e che gli permettono un adattamento che consente la continuazione delle varie funzioni e della vita. Il cuore è un organo che, quando è costretto da varie patologie a funzionare in condizioni non corrette, cerca di adattarsi alla situazione, e i suoi meccanismi di compenso sono fra i più potenti del corpo umano. Il problema è che molti meccanismi di compenso hanno bisogno di un tempo minimo necessario e sufficiente per realizzarsi. Una volta che tale meccanismo di compenso si sia realizzato e compiuto, in genere, funzionerà per un tempo anche molto lungo: dipenderà dalle condizioni di lavoro e ambientali del cuore. Spesso, nei primi tempi, non ci sarà alcun sintomo che avverte il soggetto interessato che qualcosa è cambiato e che qualcosa si sta adattando: il cuore continuerà, più o meno a funzionare come prima e i pochissimi sintomi che potrà dare difficilmente saranno riconosciuti dal soggetto stesso. Un esempio di tutto questo è dato dall'ipertrofia ventricolare sinistra, che si sviluppa come conseguenza di una ipertensione arteriosa o di una stenosi valvolare aortica.[302] [301] [382] [311] [138] [306] [307] [383] [309] [310] [311] [137] [139] Il cuore continuerà a funzionare regolarmente per un tempo anche lungo, anche se sarà "ingrossato" e comunque colpito da disfunzione diastolica e sistolica del ventricolo sinistro. In altri termini, l'ipertrofia ventricolare sinistra sarà il "prezzo pagato" per l'adattamento alla situazione di ipertensione arteriosa o di stenosi valvolare aortica. In seguito, dopo un tempo più o meno lungo (dipenderà dalla precocità della diagnosi, dalla terapia, e dal carico di lavoro al quale il cuore sarà sottoposto) la situazione non potrà più essere sostenuta perchè il meccanismo di compenso avrà raggiunto la sua massima efficienza possibile, e più di così non potrà adattarsi. Interverranno allora segni precisi che dimostreranno la impossibilità del cuore a continuare a funzionare correttamente: segni che saranno, appunto, espressione di insufficienza cardiaca o di scompenso cardiaco. Segni caratteristici di tutto questo sono la dispnea (che spesso viene erroneamente interpretata come sintomo di malattia broncopolmonare). la tachicardia, gli edemi malleolari, l'insonnia, un vago stato di ansia, la difficoltà a stare in decubito clinostatico* (cioè stesi a letto) con la constatazione che tutto migliora un pò se si riposa in posizione semiseduta sul letto o addirittura in poltrona. Un fattore importante che influirà sulla maggiore o minore capacità di adattamento è la compliance ventricolare. Avrà importanza anche la dieta (che deve essere povera di sodio), gli stress psicologici, l'attività fisica impropria o sbagliata. La dispnea rimane, comunque, il sintomo cardine. E, proprio sul parametro dispnea, è definita la classificazione dei cardiopatici secondo la New York Heart Association (NYHA) [243], che è universalmente accettata e adottata. Questa classificazione, che è funzionale, prevede 4 classi di cardiopatici, in ordine di gravità crescente parallelamente all'ordine numerico: Classe 1 - Cardiopatici che non hanno dispnea, nè dopo sforzo, nè a riposo Classe 2 - Cardiopatici che hanno dispnea, ma solo per sforzi importanti Classe 3 - Cardiopatici che hanno dispnea per piccoli sforzi Classe 4 - Cardiopatici che hanno dispnea a riposo La radiografia del torace è un esame fondamentale e potrà dimostrare una cardiomegalia e segni di insufficienza ventricolare sinistra a carico dell'apparato respiratorio, come l'edema interstiziale. Ci sono molte categorie di farmaci che possono intervenire beneficamente in una situazione di insufficienza cardiaca o di scompenso cardiaco. Ciò che è importante è comprendere prima possibile e meglio possibile che il cuore, anche se in quel momento non dà sintomi, si trova impegnato in un meccanismo di adattamento e quindi di compenso. Questa, nella storia naturale della malattia, è la fase nella quale è possibile intervenire con i migliori risultati. Se la insufficienza cardiaca andrà avanti senza che ci si contrapponga ad essa, si potrà arrivare ad una insufficienza ventricolare sinistra acuta, con il rischio di sviluppare un edema polmonare acuto. L'edema polmonare acuto è una emergenza cardiovascolare grave, che bisogna cercare di evitare prima ancora di intervenire una volta che sia insorta. Normalmente lo scompenso cardiaco è causato, nell'ordine, da cardiopatia ischemica, malattie valvolari, miocardiopatie, ipertensione arteriosa e, appunto, cuore polmonare. |
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