Scrive il Signor A. G. di Arezzo:
Preg/mo Dott.Boncompagni,
Le chiederei, se Le è possibile e se non le arreco troppo disturbo, una Sua breve riflessione sugli argomenti oggetto del referundum di domenica prossima, sia dal punto di vista scientifico che morale. I cittadini sono chiamati ad esprimersi con un si o con un no su materie complesse per le quali, gli addetti ai lavori (Parlamentari), hanno impiegato anni ed ascoltato pareri di esperti scientifici e non, per elaborare la legge.
La ringrazio sentitamente e La saluto cordialmente.
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Intorno alla mia abitazione c'è un bellissimo bosco con centinaia di piante. Nate tutte allo stesso modo, come la quercia secolare, che sto vedendo mentre scrivo, o come l'albicocco, piccolo, e di appena un anno. Piante diverse, ma uguali nella loro origine: ambedue originate da un nocciolo. Due noccioli, un pò differenti l'uno dall'altro. Certo che, per chi non li conosce, osservandoli, non può sapere quale dei due darà origine alla quercia e quale all'albicocco. E, una volta messi in terra e germogliati, non sarà subito possibile distinguere quale darà origine a una pianta e quale all' altra. Poi, al tempo giusto, e prestabilito, vedremo foglie diverse, e dopo un altro periodo di tempo la quercia produrrà le ghiande e l'albicocco i noti frutti rotondeggianti. E, caduti a terra, sia le une che gli altri, daranno origine a nuove piante di quercia e nuove piante di albcocco.
Osservazioni banali? Mica tanto. Anzi, affatto banali, quando si discute e si afferma che l'embrione non è una vita, ma solo un grumo di cellule. Che è qualcosa, non qualcuno. Davvero? E allora proviamo a mettere insieme, a fabbricare un agglomerato di cellule vegetali e vediamo se siamo capaci di fabricare in laboratorio una quercia o un albicocco. Non si è mai sentito perlare del DNA di una cellula? Non si ricorda che il DNA delle cellule della ghianda o del nocciolo di albicocco contiene informazioni genetiche precise che guideranno lo sviluppo dlla pianta quercia e della pianta albicocco? Che in quel codice genetico è scritto quando e quanto le due piante daranno i loro frutti, per quanti anni, e anche quanto sarà la durata della loro vita, avendo come unica variabile l'ambiente circostante e gli incidenti di percorso (leggi uomo)?
Veniamo a noi. E' chiaro, e non può essere contestato, che l'embrione è una nuova vita. Il fatto che non respiri, non abbia le gambine e i braccini e non parli non nega la sua esistenza di nuova vita. Certamente che guardando la sua primissima formazione e sviluppo [889] [890] [891] [892] [893] [894] [895] [896] [897] può sembrare tutta altra cosa che un nuovo essere umano vivente; ma basta aspettare un pò di tempo e vedremo manifestarsi le prime forme, già dopo poche settimane di vita [897] [898] [899] [900] e cominceremo a capire allora quale sarà lo sviluppo ulteriore, e magari potremo provare ad immaginare l'aspetto del nuovo essere umano.
Nonostante tutto questo si arriva ad affermare che l'embrione NON E' VITA fino al 14° giorno: si tratta solo di un pre-embrione. Quindi, per 2 settimane si ha a che fare solo con "qualcosa". Al 15° giorno evidentemente quel qualcosa diventa "qualcuno". Come se la vita potesse cominciare due volte, E SI POTESSE NASCERE DUE VOLTE. Affermazione di "studiosi". Ma come si possono affermare simili sciocchezze? Male per chi le afferma, peggio per chi fa suo il concetto.
Quindi l'embrione
è certamente una nuova vita, fin dal primo istante: è "qualcuno", non "qualcosa". Come una nuova vita deve essere considerato e rispettato, sopratutto perchè in quella fase vitale non ha alcuna possibilità di difendersi.
A questo punto fu fatta una legge sulla fecondazione assistita: necessaria, forse, ma certamente imperfetta, e anche sbagliata in alcuni punti,ma comunque legge. E' stato necessario farla, per cercare di stabilire delle regole, visto che l'uomo si sta dedicando, oltre ogni limite, alla "costruzione" della vita. Ora si cerca e si vuole modificarla, proponendo una consultazione popolare (!) con 4 quesiti che intendono, secondo i proponenti, migliorarla. Errore sopra errore. Perchè quella legge è stata lungamente elaborata, a tutti i livelli da collegi di persone preparate tecnicamente; perchè grandissima parte della gente comune non arriva certo a capire cosa deve votare, perchè, come al solito, quando si propone un referendum, si redigono i quesiti nel modo più incomprensibile ai più.
I 4 quesiti tendono solo ad allargare il potere dell'uomo sulla costruzione della vita, ma la vita e la morte non possono e non debbono essere in potere dell'uomo, troppo spesso pazzo e sopratutto superbo. Non può essere affidata ad una consultazione popolare il giudizio di merito di una legge che si occupa di una nuova vita. Perchè di questa si tratta, e quanto descritto sopra credo che lo dimostri, al di là di ogni opinione personale. Se si vuole ammettere, una buona volta, che l'embrione è una nuova vita fin dal primo momento, bisogna ammettere che delegare a tanta gente comune decisioni sull'intervento della vita stessa è profondamente sbagliato.
Non si tratta, come qualche solone ha affermato, credendo di qualificarsi, di votare 3 sì e 1 no, 2 sì e un no, 3 sì e un no, e così via, giochicchiando. Si tratta solo, come suggerisce il buo senso, la prudenza, e l'umiltà, di rifiutarsi di giudicare il merito di questa legge, e tanto meno di modificarla.
Purtroppo la politica è entrata in questo argomento, ma occorre rifiutare la manipolazione della vita.