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Morte
Improvvisa Sudden Death |
La morte improvvisa può essere definita tale se è qualificata da altri aggettivi: repentina, subitanea, imprevista. Su questo ultimo aggettivo, tuttavia, si può discutere: nel senso che la morte improvvisa è tale se imprevista "in quel momento". E' invece da considerarsi prevedibile se avvenuta, per esempio, in un soggetto portatore di aritmie pericolose. Sta di fatto che la morte improvvisa, sopratutto quando interviene in soggetti giovani (drammatico quando interviene durante gare sportive) è sempre un evento con diagnosi di origine non facile. Una causa abbastanza frequente in questi casi, è un origine anomala delle coronarie, abbastanza difficile da diagnosticare prima dell'evento. In Italia muoiono quasi 200 persone al giorno per morte improvvisa.Il sesso più colpito è quello maschile. Ciò che risulta da ogni statistica è che circa la metà delle morti improvvise ha una origine cardiovascolare. E' evidente che spesso è un arresto cardiaco che è alla base di una morte improvvisa. Le cause di tale arresto sono raramente meccaniche. Si possono considerare tali il tanponamento cardiaco, la ostruzione improvvisa di un ostio valvolare. Anche una embolia polmonare di un grosso ramo dell'arteria polmonare può portare rapidamente all'exitus. Molto più spesso il cuore si arresta per cause elettriche: presenza di pause frequenti della durata maggiore di 3 secondi, blocco atrioventricolare completo, dissociazione atrio-ventricolare. Ma sopratutto è causa di morte improvvisa la fibrillazione ventricolare, intesa non come evento primitivo che può anche accadere ma che è raro. Infatti, nella grande maggioranza dei casi la fibrillazione ventricolare è innescata da una aritmia importante e particolarmente pericolosa. Può bastare, purtroppo, anche una sola contrazione prematura ventricolare che abbia carattere di grande prematurità a innescare una tachicardia ventricolare e quindi una fibrillazione ventricolare. E' per questo motivo che le aritmie debbono sempre essere combattute con la ricerca continua della scomparsa degli eventi aritmici e della eliminazione delle possibili cause di tali eventi. Particolarmente importante è ricordare la cardiopatia ischemica che, in caso di infarto, specie se esteso, comporta, nelle prime 48 ore dall'evento, possibilità di deficit di pompa e di aritmia. Sono queste le cause che spesso sono responsabili di una morte repentina in soggetti che abbiano avuto un infarto: le aritmie con caratteri pericolosi sono da considerarsi al primo posto. Al secondo posto, dopo la cardiopatia ischemica, possiamo considerare la miocardiopatia ipertrofica, importante sopratutto per l'aspetto disorganizzato delle fibrocellule muscolari cardiache. Per quanto riguarda la miocardiopatia dilatativa il pericolo consiste nella possibile generazione di aritmie che sono frequenti in questo tipo di patologia. C'è poi la miocardiopatia ritmogena del ventricolo destro, che può essere responsabile di morte improvvisa. Altre cause di morte improvvisa possono essere ricercate in malattie valvolari, come la stenosi della valvola polmonare. Non è vero che il prolasso della valvola mitrale possa da solo provocare morte improvvisa: in realtà il caso è rarissimo. Diventa invece più frequente se il prolasso valvolare mitralico è associato ad altre alterazioni. Anche la sindrome del QT lungo può essere responsabile di morte improvvisa. Anche la sindrome da pre-eccitazione ventricolare (Wolf Parkinson White), spesso sostenuta dalla presenza di fasci anomali come il fascio di KENT, di JAMES e di MAHAIM, è una "scorciatoia di conduzione" per l'eccitazione dei ventricoli, che diventa particolarmente pericolosa quando interviene una fibrillazione atriale ad alta risposta ventricolare. |
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