Archivio di Immagini

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701 - 750


Copyright © testi e immagini - Dr. Enzo Boncompagni, Cardiologo - Italy   
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701 - Prolasso della Mitrale - 001
 701 - Prolasso della Mitrale - Paracadute

La valvola mitrale può essere paragonata a un paracadute: la cupola del paracadute raffigura i lembi valvolari, le corde di tensione raffigurano le corde tendinee, ancorate ai muscoli papillari, qui raffigurati dall'uomo appeso al paracadute

702 - Prolasso della Mitrale - 002
 702 - Prolasso della Mitrale - Corde tendinee e muscoli papillari

Sono qui visibili, in fotografia, il lembo valvolare mitralico nella parte superiore, le corde tendinee nel centro, ancorate ai muscoli papillari, in basso a destra.

703 - Prolasso della Mitrale - 003
 703 - Prolasso della Mitrale - Struttura dei lembi valvolari

Disegno che raffigura il lembo valvolare mitralico normale, a sinistra. Nelle due figure di destra lo stesso lembo come si presenta nel prolasso valvolare mitralico, di grado medio in centro, e più accentuato a destra. In verde si possono notare le inserzioni delle corde tendinee al lembo valvolare.
Queste immagini spiegano come si possa arrivare alla ridondanza del lembo, e quindi al suo prolassare in atrio sinistro quando i lembi valvolari mitralici si chiudono.

704 - Prolasso della Mitrale - 004
 704 - Prolasso della Mitrale - Valvola mitrale prolasssata vista da sopra

La valvola mitrale prolassata, e in parte insufficiente, vista da sopra in una fotografia

705 - Gli Aneurismi dell'aorta: localizzazioni
705 - Aneurismi - Gli aneurismi dell'aorta: localizzazioni  
706 - Aneurisma dell'aorta sottorenale
706 - Aneurismi - Aneurisma dell'aorta sottorenale  
707 - Pacemaker impiantato: radiografia del torace
707 - Pacemaker - Pacemaker impiantato: radipgrafia del torace
708 - Aorta seconda pompa - 01 - Sistole e Diastole

708 - Apparato Cardiovascolare - Aorta come seconda pompa (cuore prima pompa)

Aorta. Dal greco: "aeiro", "io sollevo". L'aorta ha la forma di un bastone con manico ricurvo [009] [454] [535]: quello che una volta si chiamava "giannetta". Questa forma, e questo assetto sono ideali. La prima parte dell'aorta è fatta a "manico di ombrello" (radice e arco).
   Proviamo ad immaginare una prima parte diritta, o peggio ancora, diretta verso il basso: considerato che in quella prima parte la pressione del sangue raggiunge i suoi massimi valori, l'atteggiamento diritto e, sopratutto rivolto verso il basso, aggiungendosi in questo caso la forza di gravità, avrebbe determinato valori di stress pressorio insopportabili, e l'aorta così fatta sarebbe andata incontro a precoce usura e rischio di rottura.
    Ecco perchè il fatto che il sangue debba "salire" per entrare in aorta è la migliore condizione perchè si possa avere il minore carico di lavoro possibile, pur conservando il valore di pressione. D'altra parte la forma iniziale ad arco, con l'origine, nella curva dell'arco, delle arterie che portano il sangue al cervello e alle braccia [008], è altrettanto ideale per poter ottenere il migliore afflusso di sangue nelle carotidi (verso il cervello) e nelle succlavie (verso le braccia).

L'aorta, nella sua parete media, ha essenzialmente fibre elastiche: pochissime le fibre muscolari. Così, quando il cuore spinge sangue in aorta durante la sistole, l'aorta si espande. Subito dopo la pressione che il sangue ha raggiunto in aorta, fa chiudere la valvola aortica percè il sangue non torni indietro. A quel punto l'aorta, essendo elastica, ritorna sulla sua posizione di origine. Il sangue non può tornare indietro perchè la valvola oartica è chiusa, ed è quindi obbligato a proseguire verso i tessuti. Quindi, anche nel momento che il cuore non immette sangue in aorta, il flusso continua verso i tessuti, annullando, con gli sfinteri arteriolari (resistenze periferiche) il carattere intermittente originario della pompa cardiaca.
Infine, durante la diastole si ha così la migliore irrorazione coronarica possibile.

709 - Aorta seconda pompa - 02 - Sistole

709 - Apparato Cardiovascolare - Aorta come seconda pompa (cuore prima pompa)

Aorta. Dal greco: "aeiro", "io sollevo". L'aorta ha la forma di un bastone con manico ricurvo [009] [454] [535]: quello che una volta si chiamava "giannetta". Questa forma, e questo assetto sono ideali. La prima parte dell'aorta è fatta a "manico di ombrello" (radice e arco).
   Proviamo ad immaginare una prima parte diritta, o peggio ancora, diretta verso il basso: considerato che in quella prima parte la pressione del sangue raggiunge i suoi massimi valori, l'atteggiamento diritto e, sopratutto rivolto verso il basso, aggiungendosi in questo caso la forza di gravità, avrebbe determinato valori di stress pressorio insopportabili, e l'aorta così fatta sarebbe andata incontro a precoce usura e rischio di rottura.
    Ecco perchè il fatto che il sangue debba "salire" per entrare in aorta è la migliore condizione perchè si possa avere il minore carico di lavoro possibile, pur conservando il valore di pressione. D'altra parte la forma iniziale ad arco, con l'origine, nella curva dell'arco, delle arterie che portano il sangue al cervello e alle braccia [008], è altrettanto ideale per poter ottenere il migliore afflusso di sangue nelle carotidi (verso il cervello) e nelle succlavie (verso le braccia).

L'aorta, nella sua parete media, ha essenzialmente fibre elastiche: pochissime le fibre muscolari. Così, quando il cuore spinge sangue in aorta durante la sistole, l'aorta si espande. Subito dopo la pressione che il sangue ha raggiunto in aorta, fa chiudere la valvola aortica percè il sangue non torni indietro. A quel punto l'aorta, essendo elastica, ritorna sulla sua posizione di origine. Il sangue non può tornare indietro perchè la valvola oartica è chiusa, ed è quindi obbligato a proseguire verso i tessuti. Quindi, anche nel momento che il cuore non immette sangue in aorta, il flusso continua verso i tessuti, annullando, con gli sfinteri arteriolari (resistenze periferiche) il carattere intermittente originario della pompa cardiaca.
Infine, durante la diastole si ha così la migliore irrorazione coronarica possibile.

710 - Aorta seconda pompa - 03 - Diastole

710 - Apparato Cardiovascolare - Aorta come seconda pompa (cuore prima pompa)

Aorta. Dal greco: "aeiro", "io sollevo". L'aorta ha la forma di un bastone con manico ricurvo [009] [454] [535]: quello che una volta si chiamava "giannetta". Questa forma, e questo assetto sono ideali. La prima parte dell'aorta è fatta a "manico di ombrello" (radice e arco).
   Proviamo ad immaginare una prima parte diritta, o peggio ancora, diretta verso il basso: considerato che in quella prima parte la pressione del sangue raggiunge i suoi massimi valori, l'atteggiamento diritto e, sopratutto rivolto verso il basso, aggiungendosi in questo caso la forza di gravità, avrebbe determinato valori di stress pressorio insopportabili, e l'aorta così fatta sarebbe andata incontro a precoce usura e rischio di rottura.
    Ecco perchè il fatto che il sangue debba "salire" per entrare in aorta è la migliore condizione perchè si possa avere il minore carico di lavoro possibile, pur conservando il valore di pressione. D'altra parte la forma iniziale ad arco, con l'origine, nella curva dell'arco, delle arterie che portano il sangue al cervello e alle braccia [008], è altrettanto ideale per poter ottenere il migliore afflusso di sangue nelle carotidi (verso il cervello) e nelle succlavie (verso le braccia).

L'aorta, nella sua parete media, ha essenzialmente fibre elastiche: pochissime le fibre muscolari. Così, quando il cuore spinge sangue in aorta durante la sistole, l'aorta si espande. Subito dopo la pressione che il sangue ha raggiunto in aorta, fa chiudere la valvola aortica percè il sangue non torni indietro. A quel punto l'aorta, essendo elastica, ritorna sulla sua posizione di origine. Il sangue non può tornare indietro perchè la valvola oartica è chiusa, ed è quindi obbligato a proseguire verso i tessuti. Quindi, anche nel momento che il cuore non immette sangue in aorta, il flusso continua verso i tessuti, annullando, con gli sfinteri arteriolari (resistenze periferiche) il carattere intermittente originario della pompa cardiaca.
Infine, durante la diastole si ha così la migliore irrorazione coronarica possibile.

711 - Angel & Margaret KEYS
711 - Colesterolo - Angel & Margaret KEYS, i "crociati del colesterolo"

I primi e i maggiori studiosi del colesterolo

 
712 - Tipi di lipidi nel plasma
712 - Colesterolo - Tipi di lipidi nel plasma: trigliceridi, colesterolo, fosfolipidi

La componente fondamentale di tutti i lipidi sono gli acidi grassi

  
713 - Quantità di lipidi nel Plasma
713 - Colesterolo - Quantità standard dei lipidi nel plasma

Questi sono i valori normali nel plasma, che dobremmo trovare nei nostri esami di sangue

  
714 - Membrana cellulare
714 - Colesterolo - Membrana cellulare e suoi costituenti

I maggiori componenti sono i fosfolipidi, in 2 strati: esterno e interno. Po c'è il colesterolo (pallini blu, tra i 2 strati di fosfolipidi. Vediamo inoltre le proteine e i carboidrati.

  
715 - Apparato Renale e Ghiandole Surrenali
715 - Apparato Renale - Topografia dei costituenti l'apparato renale

I reni. le arterie renali, le vene renali, gli ureteri, le ghiandole surrenali

716 - Apparato Renale ( in sezione )
716 - Apparato Renale - L'apparato renale in spaccato

I reni. le arterie renali, le vene renali, gli ureteri.

717 - Acqua ( H2O )
717 - Apparato Renale - L'acqua
718 - Unità funzionale del rene
718 - Apparato Renale - L'unità di filtrazione, costituita dall'arteriola afferente ed efferente, glomerulo e tubuli

L'arteriola afferente forma un piccolo gomitolo,e, senza soluzione di continuità, continua nell'arteriola efferente. Il piccolo gomitolo è contenuto nella capsula di BOWMAN, entro la quale si raccoglie il liquido filtrato (filtrato glomerulare, si chiama). Poi questo liquido filtrato percorre una serie di tubuli, e, durante questo lungo percorso, una parte del liquido filtrato si riassorbe, e, con esso, anche sostanze e sali minerali che non debbono andare perduti. Ciò che poi sarà lo scarto finale, fluisce, con l'acqua, nella pelvi renale e da qui prende la via dell'uretere, arriva in vescica e viene eliminato.

 
719 - Glomerulo renale e Tubulo renale
719 - Apparato Renale - L'unità di filtrazione, costituita dall'arteriola afferente ed efferente, glomerulo e tubuli (disegno)

L'arteriola afferente forma un piccolo gomitolo,e, senza soluzione di continuità, continua nell'arteriola efferente. Il piccolo gomitolo è contenuto nella capsula di BOWMAN, entro la quale si raccoglie il liquido filtrato (filtrato glomerulare, si chiama). Poi questo liquido filtrato percorre una serie di tubuli, e, durante questo lungo percorso, una parte del liquido filtrato si riassorbe, e, con esso, anche sostanze e sali minerali che non debbono andare perduti. Ciò che poi sarà lo scarto finale, fluisce, con l'acqua, nella pelvi renale e da qui prende la via dell'uretere, arriva in vescica e viene eliminato.

 
720 - Glomerulo e Tubulo  ( Vari Parametri )
720 - Apparato Renale - L'unità di filtrazione e vari parametri di funzionalità renale

L'arteriola afferente forma un piccolo gomitolo,e, senza soluzione di continuità, continua nell'arteriola efferente. Il piccolo gomitolo è contenuto nella capsula di BOWMAN, entro la quale si raccoglie il liquido filtrato (filtrato glomerulare, si chiama). Poi questo liquido filtrato percorre una serie di tubuli, e, durante questo lungo percorso, una parte del liquido filtrato si riassorbe, e, con esso, anche sostanze e sali minerali che non debbono andare perduti. Ciò che poi sarà lo scarto finale, fluisce, con l'acqua, nella pelvi renale e da qui prende la via dell'uretere, arriva in vescica e viene eliminato.

 
721 - Tessuto renale e Glomeruli renali - Istologia
721 - Apparato Renale - Il tessuto renale, con i glomeruli, in un preparato istologico
722 - Glomerulo renale - Istologia
722 - Apparato Renale - Il glomerulo renale e la capsula di BOWMAN

L'arteriola afferente forma un piccolo gomitolo,e, senza soluzione di continuità, continua nell'arteriola efferente. Il piccolo gomitolo è contenuto nella capsula di BOWMAN, entro la quale si raccoglie il liquido filtrato (filtrato glomerulare, si chiama). Poi questo liquido filtrato percorre una serie di tubuli, e, durante questo lungo percorso, una parte del liquido filtrato si riassorbe, e, con esso, anche sostanze e sali minerali che non debbono andare perduti. Ciò che poi sarà lo scarto finale, fluisce, con l'acqua, nella pelvi renale e da qui prende la via dell'uretere, arriva in vescica e viene eliminato

723 - Glomeruli renali
723 - Apparato Renale - Il glomeruli renali, con le arteriole afferenti ed efferenti

L'arteriola afferente forma un piccolo gomitolo,e, senza soluzione di continuità, continua nell'arteriola efferente. Il piccolo gomitolo è contenuto nella capsula di BOWMAN, entro la quale si raccoglie il liquido filtrato (filtrato glomerulare, si chiama). Poi questo liquido filtrato percorre una serie di tubuli, e, durante questo lungo percorso, una parte del liquido filtrato si riassorbe, e, con esso, anche sostanze e sali minerali che non debbono andare perduti. Ciò che poi sarà lo scarto finale, fluisce, con l'acqua, nella pelvi renale e da qui prende la via dell'uretere, arriva in vescica e viene eliminato

724 - Capillari fenestrati
724 - Apparato Renale - I capillari del glomerulo sono "fenestrati", per aumentare la capacità di filtrazione
725 - Podociti
725 - Apparato Renale - I podociti - Cellule specializzate del foglietto interno del glomerulo renale
726 - Capillari renali e podociti - Disegno
726 - Apparato Renale - Capillari fenestrati e podociti in un disegno 
727 - Esperimento di Goldblatt - 01
727 - Apparato Renale - Esperimento di GOLDBLATT - 01
728 - Esperimento di Goldblatt - 02
728 - Apparato Renale - Esperimento di GOLDBLATT - 02
729 - Esperimento di Goldblatt - 03
729 - Apparato Renale - Esperimento di GOLDBLATT - 03
730 - Esperimento di Goldblatt - 04
730 - Apparato Renale - Esperimento di GOLDBLATT - 04
731 - Esperimento di Goldblatt - 05
731 - Apparato Renale - Esperimento di GOLDBLATT - 05
732 - Glomerulonefrite

732 - Apparato Renale - Principio della glomerulonefrite e delle conseguenze

Come è evidente nel disegno, la malattia degenerativa delle arteriole glomerulari finisce per eliminarle. La conseguenza sarà la perdita totale della capacità di flitrazione per scomparsa dell'unità filtrante, il glomerulo. Finchè il rene conserverà un numero di glomeruli minimamente sufficiente alla filtrazione la situazione potrà essere sostenuta: poi sarà necessaria la dialisi.

733 - Enigma di Richard BRIGHT
733 - Apparato Renale - L'enigma di Richard BRIGHT
734 - Sistema Renina-Angiotensina

734 - Apparato Renale - Sistema Renina-Angiotensina - ( Farmaci Ace inibitori )

In questo schema osserviamo come si attiva il sistema renina-angiotensina, e anche come funzionano i farmaci ACE-inibitori.
In caso di
diminuizione della pressione arteriosa, nelle cellule iuxta-glomerulari dell'arteriola afferente del glomerulo renale, si forma la pro-renina, che darà luogo alla produzione di renina, una specie di enzima, che però non ha caratteristiche vasoattive, e quindi non modifica la pressione arteriosa. La renina agisce su una proteina del plasma, l'angiotensinogeno che induce la formazione di angiotensina 1. Questa ha una azione vasocostrittrice, e quindi con tendenza ad elevare la pressione arteriosa, ma questa azione è molto modesta. A questo punto, per intervento di un enzima, Angiotensin Converting Enzyme (ACE), che ha sede nei capillari polmonari, l'angiotensina 1 si converte in angiotensina 2, che è un potente vasocostrittore e che induce anche la ritenzione di sodio e acqua, oltre che stimolare la produzione di aldosterone da parte delle ghiandole surrenali. Tutte queste azioni contribuiscono, sinergicamente, a far aumentare la pressione arteriosa, che quindi risalirà.
I farmaci ACE-inibitori bloccano l'azione dell'ACE, impedendo la trasformazione dell'angiotensina 1 in angiotensina 2, e quindi, in definitiva si oppongono al rialzo della pressione arteriosa.

735 - Droghe - Pronto soccorso - Intossicato da cocaina
735 - Droghe - ECG al pronto soccorso, in intossicato da cocaina

Si può notare una tachicardia ventricolare che sta evolvendo verso una fibrillazione ventricolare terminale, che porrà fine alla vita di questo giovane.

 
736 - Sistema Linfatico - Quadro generale topografico
736 - Sistema Linfatico - Quadro generale topografico
737 - Sistema Linfatico - Vaso Linfatico e Linfonodo
737 - Sistema Linfatico - Vaso linfatico e linfonodo
738 - Sistema Linfatico - Linfonodo: struttura - 01
738 - Sistema Linfatico - Linfonodo - Struttura - 01
739 - Sistema Linfatico - Linfonodo: struttura - 02
739 - Sistema Linfatico - Linfonodo - Struttura - 02
740 - Sistema Venoso - Quadro generale
740 - Sistema Venoso - Sistema venoso - Quadro generale
750 - Apparato Cardiovascolare - Scambi capillari
741 - Apparato Cardiovascolare - Scambi capillari
742 - Struttura di una arteria e di una vena

742 - Sistema Venoso - Struttura di una arteria e di una vena

Le vene devono riportare il sangue verso il cuore. Ma, a motivo della forza di gravità, le vene degli arti inferiori hanno bisogno di strutture particolari perchè il sangue possa fluire in modo corretto verso l'alto, dove è il cuore.
Le grandi vene degli arti inferiori sono dotate, per questo, di valvole, chiamate a "nido di rondine". Esse permettono, come tutte le valvole il flusso in un senso e impediscono che il flusso possa tornare indietro.
Il sangue riempie la piccola camera tra una valvola e l'altra, e la pressione a tergo del flusso che arriva fa aprire la valvola superiore. Poi, quando il sangue contenuto nella piccola camera tra le valvole superiore e inferiore tenderebbe a tornare indietro, la valvola inferiore si chiude e lo impedisce.
Quando abbiamo la dilatazione della vena (varici venose) le valvole non possono più arrivare a chiudere e il sangue torna indietro, gonfiando la vena.

743 - Varici Venose - Valvole - 02

743 - Sistema Venoso - Varici venose - Valvole - 02

Le vene devono riportare il sangue verso il cuore. Ma, a motivo della forza di gravità, le vene degli arti inferiori hanno bisogno di strutture particolari perchè il sangue possa fluire in modo corretto verso l'alto, dove è il cuore.
Le grandi vene degli arti inferiori sono dotate, per questo, di valvole, chiamate a "nido di rondine". Esse permettono, come tutte le valvole il flusso in un senso e impediscono che il flusso possa tornare indietro.
Il sangue riempie la piccola camera tra una valvola e l'altra, e la pressione a tergo del flusso che arriva fa aprire la valvola superiore. Poi, quando il sangue contenuto nella piccola camera tra le valvole superiore e inferiore tenderebbe a tornare indietro, la valvola inferiore si chiude e lo impedisce.
Quando abbiamo la dilatazione della vena (varici venose) le valvole non possono più arrivare a chiudere e il sangue torna indietro, gonfiando la vena.

744 - Varici Venose - Valvole - 03

744 - Sistema Venoso - Varici venose - Valvole - 03

Le vene devono riportare il sangue verso il cuore. Ma, a motivo della forza di gravità, le vene degli arti inferiori hanno bisogno di strutture particolari perchè il sangue possa fluire in modo corretto verso l'alto, dove è il cuore.
Le grandi vene degli arti inferiori sono dotate, per questo, di valvole, chiamate a "nido di rondine". Esse permettono, come tutte le valvole il flusso in un senso e impediscono che il flusso possa tornare indietro.
Il sangue riempie la piccola camera tra una valvola e l'altra, e la pressione a tergo del flusso che arriva fa aprire la valvola superiore. Poi, quando il sangue contenuto nella piccola camera tra le valvole superiore e inferiore tenderebbe a tornare indietro, la valvola inferiore si chiude e lo impedisce.
Quando abbiamo la dilatazione della vena (varici venose) le valvole non possono più arrivare a chiudere e il sangue torna indietro, gonfiando la vena.

745 - Varici Venose - Valvole - 04

745 - Sistema Venoso - Varici venose - Valvole - 01

Le vene devono riportare il sangue verso il cuore. Ma, a motivo della forza di gravità, le vene degli arti inferiori hanno bisogno di strutture particolari perchè il sangue possa fluire in modo corretto verso l'alto, dove è il cuore.
Le grandi vene degli arti inferiori sono dotate, per questo, di valvole, chiamate a "nido di rondine". Esse permettono, come tutte le valvole il flusso in un senso e impediscono che il flusso possa tornare indietro.
Il sangue riempie la piccola camera tra una valvola e l'altra, e la pressione a tergo del flusso che arriva fa aprire la valvola superiore. Poi, quando il sangue contenuto nella piccola camera tra le valvole superiore e inferiore tenderebbe a tornare indietro, la valvola inferiore si chiude e lo impedisce.
Quando abbiamo la dilatazione della vena (varici venose) le valvole non possono più arrivare a chiudere e il sangue torna indietro, gonfiando la vena.

746 - Varici Venose - Valvole - 05

746 - Sistema Venoso - Varici venose - Valvole - 05

Le vene devono riportare il sangue verso il cuore. Ma, a motivo della forza di gravità, le vene degli arti inferiori hanno bisogno di strutture particolari perchè il sangue possa fluire in modo corretto verso l'alto, dove è il cuore.
Le grandi vene degli arti inferiori sono dotate, per questo, di valvole, chiamate a "nido di rondine". Esse permettono, come tutte le valvole il flusso in un senso e impediscono che il flusso possa tornare indietro.
Il sangue riempie la piccola camera tra una valvola e l'altra, e la pressione a tergo del flusso che arriva fa aprire la valvola superiore. Poi, quando il sangue contenuto nella piccola camera tra le valvole superiore e inferiore tenderebbe a tornare indietro, la valvola inferiore si chiude e lo impedisce.
Quando abbiamo la dilatazione della vena (varici venose) le valvole non possono più arrivare a chiudere e il sangue torna indietro, gonfiando la vena.

747 - Varici Venose - Valvole - 06

747 - Sistema Venoso - Varici venose - Valvole - 06

Le vene devono riportare il sangue verso il cuore. Ma, a motivo della forza di gravità, le vene degli arti inferiori hanno bisogno di strutture particolari perchè il sangue possa fluire in modo corretto verso l'alto, dove è il cuore.
Le grandi vene degli arti inferiori sono dotate, per questo, di valvole, chiamate a "nido di rondine". Esse permettono, come tutte le valvole il flusso in un senso e impediscono che il flusso possa tornare indietro.
Il sangue riempie la piccola camera tra una valvola e l'altra, e la pressione a tergo del flusso che arriva fa aprire la valvola superiore. Poi, quando il sangue contenuto nella piccola camera tra le valvole superiore e inferiore tenderebbe a tornare indietro, la valvola inferiore si chiude e lo impedisce.
Quando abbiamo la dilatazione della vena (varici venose) le valvole non possono più arrivare a chiudere e il sangue torna indietro, gonfiando la vena.

748 - Sistema Linfatico - Struttura d un capillare
748 - Sistema Linfatico - Struttura di un capillare
749 - Sistema Linfatico - Capillare, valvole, pori, collettore
749 - Sistema Linfatico - Capillare linfatico, valvole, pori, collettore
750 - Apparato Cardiovascolare - Scambi capillari
750 - Apparato Cardiovascolare - Sistema Linfatico