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401 - CAD* e Infarto - Numeri
401 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri

Quasi la metà di tutte le malattie sono malattie cardiovascolari. E queste, in grande maggioranza sono malattie che hanno origine in alterazioni delle arterie* che portano, gradualmente alla loro occlusione e alla situazione di infarto*.

E quindi importante, osservando delle statistiche relative, comprendere quanto grande e importante sia il problema.

402 - CAD* e Infarto - Numeri - Incidenza per anno, giorno, ora
 402 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Incidenza per anno, giorno, ora
403 - CAD* e Infarto - Numeri - Incidenza assoluta
 403 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Incidenza assoluta
404 - CAD* e Infarto - Numeri - Mortalità per anno, giorno, ora
 404 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Mortalità per anno, giorno, ora
405 - CAD* e Infarto - Numeri - Mortalità assoluta
 405 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Mortalità assoluta
406 - CAD* e Infarto - Numeri - Mortalità anni '60 e oggi
 406 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Mortalità anni '60 e oggi
407 - CAD* e Infarto - Numeri - "IL TEMPO E' MIOCARDIO"
407 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - "IL TEMPO é MIOCARDIO"

Subito dopo un infarto, la tempestività dell' intervento è molto importante.
Come si può vedere nelle tavole seguenti, il muscolo cardiaco per rimanere vitale, necessita di tempi molto rapidi di intervento. Oltre le 3 ore dall'insorgenza dell'infarto, gran parte del muscolo cardiaco non può essere più recuperata.
Oltre le 6 ore il muscolo cardiaco danneggiato è ormai irrecuperabile.
Da qui l'importanza delle UTIC* e della disponibilità di ambulane attrezzate anche con Medico a bordo. Queste ultime, ma anche le prime, sono ancora, in Italia, in numero troppo scarso.

408 - CAD* e Infarto - Numeri - Ischemia per 5 minuti
 408 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Ischemia per 5 minuti
409 - CAD* e Infarto - Numeri - Ischemia per 60 minuti
 409 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Ischemia per 60 minuti
410 - CAD* e Infarto - Numeri - Ischemia per 3 ore
 410 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Ischemia per 3 ore
411 - CAD* e Infarto - Numeri - Ischemia oltre 6-12 ore
 411 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Ischemia oltre 6-12 ore
412 - CAD* e Infarto - Numeri - Frequenza infarto nella giornata
 412 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Frequenza infarto nella giornata
413 - CAD* e Infarto - Frequenza morte improvvisa nella giornata
 413 - Varie - Frequenza morte improvvisa nella giornata
414 - CAD* e Infarto - Frequenza problemi cardiaco oltre i 40
414 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Frequenza problemi cardiaci oltre i 40

Oltre i 40 anni possono avere problemi cardiaci il
50% degli uomini e il 35% delle donne.

Peraltro, dopo la menopausa, aumenta nelle donne la possibilità di avere problemi cardiaco, specie se sono fumatrici.

415 - CAD* e Infarto - Numeri - Incidenza: compendio
 415 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Incidenza: compendio
416 - CAD* e Infarto - Numeri - Incidenza e sintomi
416 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Incidenza e sintomi

Come si vede dalla tavola nel 50% dei casi l'infarto insorge senza che ci siano stati dei sintomi premonitori.

417 - CAD* e Infarto - Numeri - Fattori di rischio e mortalità
417 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Fattori di rischio e morbilità

Questa tavola, riferita a infarto e presenza o assenza dei classici fattori di rischio, ci fa capire quanto abbiamo ancora da conoscere e imparare.

418 - CAD* e Infarto - Numeri - Incidenza prima dei 50 anni
418 - Cardiopatia Ischemica e Infarto - Numeri - Incidenza prima dei 50 anni

Prima dei 50 anni gli uomini sono colpiti da infarto 8 volte di più delle donne.

Lo sport, specie dopo i 40 anni, diminuisce l'incidenza dell'infarto.

419 - Fattori di rischio in generale
419 - Fattori di Rischio - Fattori di rischio in generale

I fattori di rischio possono essere genetici, o non modificabili,
e ambientali o modificabili.

I più importanti fattori di rischio sono l'ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta, il diabete mellito e colesterolo alto.

420 - Fattori di rischio tradizionali e di recente acquisizione
420 - Fattori di Rischio - Fattori di rischio tradizionali e recenti

I più recenti fattori di rischio che sono stati identificati sono l'angina instabile,
la proteina C reattiva, l'omocisteina, fattori batterici (clamydia, helicobacter), e la frequenza cradiaca alta.

421 - Frequenza cadiaca e durata della vita
421 - Aritmie - Frequenza cardiaca e durata della vita

Come si vede la frequenza cardiaca (numero di battiti per minuto) è inversamente proporzionale all'età che si prevede di raggiungere.

Il topo, con frequenza cardiaca di 290, vive in media 4 anni.

L'elefante, con frequenza cardiaca 30, vive in media 150 anni.

422 - Fattori di rischio - Fumo, Colesterolo, Ipertensione
422 - Fattori di Rischio - Fattori di rischio - Fumo, Colesterolo, Ipertensione

Il fumo di sigaretta, il colesterolo e l'ipertensione arteriosa sono tre potenti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari

Nella tavola si vede che la somma algebrica non corrisponde alla reale entità della percentuale di rischio.

423 - Globuli rossi e bianchi - Posizione nel flusso dentro il vaso
423 - Sangue - Gobuli rossi e bianchi - Posizione nel flusso dentro il vaso

Nell'immagine vediamo una sezione longitudinale del vaso sanguigno.

Si può notare la posizione delle cellule del sangue nel flusso di sangue.
I globuli rossi sono posizionati al centro, e i globuli bianchi più verso la parete del vaso stesso.

424 - Chemocettori
424 - Sangue - Chemocettori

Può accadere che il sangue diventi meno ossigenato della normalità.

Poichè questa situazione può essere rischiosa, ci sono dei sensori, che sono chiamati chemocettori, che rilevano la non perfetta ossigenazione del sangue, quando questa scende sotto una certa soglia, e attivano i meccanismi respiratori che dovranno portare il sangue a recuperare la sua ossigenazione normale.

425 - Chemiotassi e Diapedesi
425 - Sangue - Chemiotassi e Diapedesi

La chemiotassi* è una reazione di movimento delle cellule in risposta ad uno stimolo chimico.

Questo stimolo, che va interpretato in genere come una aggressione, o una introduzione nell'organismo di un corpo estraneo, manda un segnale che provoca l'avvicinamento dei globuli bianchi alla parete interna del vaso sanguigno, alla quale, in qualche modo aderiscono, pronti per oltrepassarla (diapedesi*) e dirigersi verso l'agente aggressore.

426 - Diapedesi
426 - Sangue - Diapedesi

Qui vediamo meglio, in un disegno, come avviene il passaggio dei globuli bianchi attraverso la parete del vaso sanguigno.

E' evidente come i globuli bianchi modificano, come "contorzionisti", la propria forma per poter passare.
Una volta passati, i globuli bianchi riassumono la forma originaria.

427 - Globulo bianco e diapedesi
 

427 - Sangue - Globulo bianco in diapedesi

Qui vediamo in una fotografia, come avviene il passaggio dei globuli bianchi attraverso la parete del vaso sanguigno.

E' evidente come i globuli bianchi modificano, come "contorzionisti", la propria forma per poter passare.
Una volta passati, i globuli bianchi riassumono la forma originaria.

428 - Ematocrito - Viscosità - Confronto tra sangue e acqua
428 - Sangue - Ematocrito - Viscosità sangue e acqua

Ematocrito (dal greco = "separatore"). Il sangue ha una parte acquosa, chiamata plasma, nella quale troviamo, in soluzione, vitamine, sali minerali, proteine (albumine, globuline, fibrinogeno) e una parte corpuscolata, di cellule. Queste sono: globuli rossi (5.000.000 per mm3), globuli bianchi (7.000 per mm3) e piastrine (220.000 per mm3). E' quindi evidente che la grande maggioranza è costituita dai globuli rossi. Se preleviamo una provetta di sangue, la chiudiamo e la facciamo centrifugare a 1.500 giri per 3 minuti, la parte corpuscolata (più pesante del plasma) si depositerà sul fondo, separandosi dalla parte plasmatica.
La viscosità del sangue è tanto maggiore quanto più grande sarà il valore dell'ematocrito. La viscosità normale è intorno al 40%.

E' possibile notare, nella parte bassa della figura, la linea tratteggiata fine, che rappresenta la viscosità dellacqua, e, un pò sopra, la linea tratteggiata più grossa, che rappresenta la viscosità del plasma

429 - Fattore Rh
429 - Sangue - Fattore Rh

Se la donna è Rh negativa e si unisce con un uomo Rh negativo non ci saranno problemi per il prodotto del concepimento.

Se invece si unisce con un uomo Rh positivo non ci saranno problemi alla prima gravidanza. Però, durante questa, si formeranno nella donna degli anticorpi anti-Rh in risposta alla presenza del fattore Rh presente, eventualmente, nel prodotto del concepimento della prima gravidanza.

Se questo avverrà, e ci sarà una seconda gravidanza, se il secondo bambino sarà Rh positivo, potrà esserci una reazione tra il fattore rh di questo bambino e gli anticorpi anti-Rh presenti nel sangue della madre.

Questa reazione, potrà causare una emolisi*.

430 - Globulo bianco che ingloba batteri - 01
430 - Sangue - Globulo bianco che ingloba batteri - 01

In questa fotografia vediamo un globulo bianco (la piccola montagna) e, in prossimità di esso, un piccolo gruppo di batteri (i 4 pallini verdi in basso nella figura).

I globuli bianchi sono l'esercito di difesa del nostro organismo, e questo globulo bianco si sta preparando ad aggredire i batteri.

431 - Globulo bianco che ingloba batteri - 02
431 - Sangue - Globulo bianco che ingloba batteri - 02

Il globulo bianco si è avvicinato al gruppo di batteri, che nel frattempo si sono moltiplicati notevolmente.

Il globulo bianco sta assumendo una forma diversa per inglobare il gruppo dio batteri secondo un meccanismo chiamato fagocitosi*.

432 - Globulo bianco che ingloba batteri - 03
432 - Sangue - Globulo bianco che ingloba batteri - 03

Il globulo bianco ha realizzato la fagocitosi*, inglobando il gruppo di batteri e distruggendoli. Pagherà questa azione di difesa con la propria morte (distruzione del globulo bianco stesso.

Quanto descritto avviene moltissime volte nel nostro organismo senza che noi ne abbiamo percezione.

Se i globuli bianchi, e altri meccanismi di difesa, non ce la faranno a vincere l'aggressione batterica, avremo la malatia infettiva conclamata.

433 - Venula infiammata con globuli bianchi aderenti
433 - Sangue - Venula imfiammata con globuli bianchi aderenti

Quando c'è un processo infiammatorio i globuli bianchi so accostano alla parete del vaso sanguigno pronti alla diapedesi* e all'intervento sull'agente aggressore.

434 - Gruppi sanguigni e loro frequenza percentuale
434 - Sangue - Gruppi sanguigni e loro frequenza percentuale

Vediamo, in questa tavola, che il gruppo 0 è il più frequente (47%)

Segue il gruppo A (41%), il gruppo B (9%) e il gruppo AB (3%).

435 - Leucemia mieloide cronica
435 - Sangue - Leucemia mieloide cronica

La leucemia è una produzione incontrollata e spesso inarrestabile di globuli bianchi anomali, che non sono in grado di avere alcuna funzione utile.

Nel vetrino istologico vediamo uno striscio di sangue con i globuli rossi (cellule piccoline colore ocra) e un gruppo di globuli bianchi anomali (cellule grandi con grande nucleo in rosso viola).

In questo caso si tratta di mielociti: da qui leucemia mieloide

436 - Leucemia mieloide cronica
436 - Sangue - Leucemia linfatica cronica

La leucemia è una produzione incontrollata e spesso inarrestabile di globuli bianchi anomali, che non sono in grado di avere alcuna funzione utile.

Sempre in un vetrino istologico è possibile vedere una enorme quantità di linfociti (che sono uno dei tipi di globuli bianchi)

Solo che, a parte la alta quantità presente, si tratta di linfociti anomali che non hanno alcune funzione utile e che finiranno per invadere tutti i tessuti del copro umano.

In questo caso si tratta di mielociti: da qui leucemia linfatica

437 - Linfociti T killer contro cellula cancerosa
437 - Sangue - Linfociti T killer contro cellula cancerosa

In questa fotografia, al microscopio eletrtronico a scansione, vediamo al centro una cellula cancerosa aggredita da un gruppo di linfociti.

In questo caso si tratta di linfociti T killer, un tipo di cellule specializzate nella difesa da cellule estranee o patologiche eventualmente presenti.

438 - Macrofago che ingloba 32 globuli rossi vecchi
438 - Sangue - Macrofago che ingloba 2 globuli rossi vecchi

Qui vediamo un macrofago* (un tipomparticolare di glubulo bianco) che ingloba 2 globuli rossi ormai vecchi e inutili.

Il globulo rosso ha una vita media di 90 giorni. Uno dei sintomi della sua obsolescenza è il cambiamento della sua forma, che da lenticolare diventa sferica.

Tutto il materiale di cui il globulo rosso è costituito verrà poi riutilizzato dal corpo umano.

439 - Macrofago che ingloba goccioline di grasso
439 - Sangue - Macrofago che ingloba goccioline di grasso

Qui vediamo un macrofago* (un tipomparticolare di glubulo bianco) che ingloba delle goccioline di grasso

440 - Linfocita T killer e cellula cancerosa - 01
440 - Sangue - Linfocita T killer e cellula cancerosa - 01

In questa fotografia, al microscopio eletrtronico a scansione, vediamo una cellula cancerosa, la più grande, aggredita da un linfocita T killer.

Il linfocita T killer, un tipo di cellula specializzata nella difesa da cellule estranee o patologiche eventualmente presenti.

Qui il linfocita T killer si sta avvicinando alla cellula cancerosa.

441 - Linfocita T killer e cellula cancerosa - 02
441 - Sangue - Linfocita T killer e cellula cancerosa - 02

In questa fotografia, al microscopio eletrtronico a scansione, vediamo una cellula cancerosa, la più grande, aggredita da un linfocita T killer.

Il linfocita T killer, un tipo di cellula specializzata nella difesa da cellule estranee o patologiche eventualmente presenti.

Qui il linfocita T killer ha praticamente già distrutto la cellula cancerosa.

442 - Calco dei bronchi
442 - Apparato Respiratorio - Calco dei bronchi

L'apparato bronchiale è l'insieme dei condotti attraverso i quali l'aria viene introdotta nel corpo umano e viene espulsa dallo stesso.

Possiamo immaginare l'appartato brochiale come un albero invernale senza foglie, visto con il tronco in alto e i rami più piccoli in basso.

443 - Bronchi, bronchioli, alveoli e capillari polmonari
443 - Apparato Respiratorio - Bronchi, bronchioli, alveoli, capillari polmonari

L'apparato respiratorio, bronco-polmonare, lo potremmo paragonare a un grappolo di uva che pende da una vite.Il "graspo" del grappolo è l'apparato bronchiale. Al termine dei più piccoli bronchi ci sono gli alveoli, i palloncini che respirano, e che, continuando il paragone, potremmo paragonare agli acini del grappolo di uva.


La trachea è il grande condotto con il quale comincia l'apparato bronchiale. La trachea si ramifica poi fino ai bronchioli [1], i rami più piccoli. Nel bronchiolo respiratorio si vedono piccoli fasci muscolari rossastri [3]. poi, attraverso il condotto alveolare [5] arriviamo agli alveoli [4].

Agli alveoli arriva l'aria inspirata e da essi viene espirata. Alla parete degli alveoli stessi arrivano anche i capillari dell'arteria polmonare [2], ultimi rami del condotto che porta ai polmoni il sangue dal ventricolo destro, dove si raccoglie tutto il sangue venoso proveniente da tutti i tessuti, saturo di anidride carbonica [6].Gli alveoli comunicano fra loro con i pori alveolari [8].

Questi capillari, che corrono nella parete molro sottile degli alveoli, non sono terminali, ma formano una fitta rete [7] che poi continua, in rami sempre più grandi, per riportare all'atrio sinistro il sangue che con la respirazione ha eliminato l'anidride carbonica e assunto l'ossigeno [6].

Tali rami confluiscono nelle vene polmonari che, come detto, riportano il sangue all'atrio sinistro, da dove sarà pompato nel sottostante ventricolo sinistro, che, ad ogni contrazione del cuore (sistole*) invierà il sangue ossigenato a tutti i tessuti.

444 - Globuli rossi in un capillare polmonare
444 - Apparato Respiratorio - Globuli rossi in un capillare polmonare

In questa fotografia vediamo un capillare inserito nelle pareti alveolari, con molti globuli rossi al suo interno.

Le cavità scure circostanti sono gli alveoli.

445 - Cancro del polmone - 01
445 - Apparato Respiratorio - Cancro del polmone - 01

Il cancro del polmone colpisce 20.000 persone ogni anno fra i fumatori di sigarette.

Si tratta di una proliferazione atipica, incontrollata e inarrestabile che finisce per impedire, in modo progressivo la funzione dei vari tessuti, alterandone gravemente la struttura.

Le sue sedi possono essele le più casuali e disparate: ma in genere si sviluppa nella parete del bronco.

446 - Cancro del polmone - 02
446 - Apparato Respiratorio - Cancro del polmone - 02

Il cancro del polmone colpisce 20.000 persone ogni anno fra i fumatori di sigarette.

Si tratta di una proliferazione atipica, incontrollata e inarrestabile che finisce per impedire, in modo progressivo la funzione dei vari tessuti, alterandone gravemente la struttura.

Le sue sedi possono essele le più casuali e disparate: ma in genere si sviluppa nella parete del bronco.

447 - Cancro del polmone - 03
447 - Apparato Respiratorio - Cancro del polmone - 03

Il cancro del polmone colpisce 20.000 persone ogni anno fra i fumatori di sigarette.

Si tratta di una proliferazione atipica, incontrollata e inarrestabile che finisce per impedire, in modo progressivo la funzione dei vari tessuti, alterandone gravemente la struttura.

Le sue sedi possono essele le più casuali e disparate: ma in genere si sviluppa nella parete del bronco.

448 - Cancro del polmone - 04
448 - Apparato Respiratorio - Cancro del polmone - 04

Il cancro del polmone colpisce 20.000 persone ogni anno fra i fumatori di sigarette.

Si tratta di una proliferazione atipica, incontrollata e inarrestabile che finisce per impedire, in modo progressivo la funzione dei vari tessuti, alterandone gravemente la struttura.

Le sue sedi possono essele le più casuali e disparate: ma in genere si sviluppa nella parete del bronco.

449 - Pneumotorace - 01
449 - Apparato Respiratorio - Pneumotorace - 01

I polmoni sono in giallo, i bronchi in celeste, la pleura in rosso

La pleura riveste il polmone e poi continua rivestendo la parete interna della gabbia toracica.
Tra i due foglietti c'è uno spazio, praticamente virtuale, dove c'è una pressione negativa (inferiore alla pressione atmosferica dell'ambiente). Questa pressione negativa è presente per favorire l'espansione del polmone durante la inspirazione.

450 - Pneumotorace - 02
450 - Apparato Respiratorio - Pneumotorace - 02

I polmoni sono in giallo, i bronchi in celeste, la pleura in rosso

La pleura riveste il polmone e poi continua rivestendo la parete interna della gabbia toracica.
Tra i due foglietti c'è uno spazio, praticamente virtuale, dove c'è una pressione negativa (inferiore alla pressione atmosferica dell'ambiente). Questa pressione negativa è presente per favorire l'espansione del polmone durante la inspirazione.

Se si verifica una improvvisa immissione di aria a pressione atmosferica nello spazio pleurico, sia che questa aria provenga dall'esterno, come nel caso di un trauma sulla gabbia toracica, sia che provenga dall'interno dell'apparato brocnhiale per rottura del polmone e quindi del foglietto pleurico che lo riveste, si avrà un collasso della spugna polmonare, come si vede a sinistra nella figura.
Questo si chiama pneumotorace