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Archivio di Immagini
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Copyright © testi e immagini - Dr. Enzo Boncompagni, Cardiologo - Italy All rights reserved |
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- Aneurisma - Meccanica di formazione |
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- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Aneurisma - Meccanica di formazione
Sulla sinistra,
in blu, le vene cave, superiore e
inferiore. Poi c'è il V Sx. Il suo profilo in diastole (rilasciamento) è in viola, e il suo profilo in sistole (contrazione) è in giallo. La parte in giallo con il retino nero è dove è avvenuto l'infarto. Vediamo chiaramente che, durante la contrazione ventricolare sinistra, la parte dove è avvenuto l'infarto cede sotto la pressione sviluppata all'interno del V Sx e si estroflette dimostrando una debolezza e quindi un rigonfiamento, che è l'aneurisma ventricolare sinistro. |
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- Aneurisma ventricolare Sx a cuore vuoto |
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| 252 - Aneurismi
- Aneurisma ventricolare Sx a cuore vuoto Quando, dopo un infarto, la parte di parete ventricolare colpita sviluppa un aneurisma*, questo spesso deve essere corretto chirurgicamente. Quando, durante l'intervento chirurgico, appena il Paziente è entrato in circolazione extracorporea, il cuore è svuotato di sangue, vediamo questo aspetto caratteristico: la parte di miocardio colpita, priva del tono muscolare normale a causa della distruzione della parte di miocardio stesso, provocata dall'infarto, collassa, indicandoci chiaramente la localizzazione e anche l'estensione dell'infarto. |
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- Aneurisma V Sx - Meccanica di formazione |
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| 253
- Aneurismi
- Aneurisma V Sx - Meccanismo di formazione La parte di parete ventricolare nera e sottile, è quella dove è avvenuto l'infarto. Le frecce indicano le forze intraventricolari. Quando queste incontrano un luogo di minore resistenza (freccia verticale, verso l'alto) la parete ventricolare danneggiata può protrudere verso l'esterno, dando origine all'aneurisma. |
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- Infarto sub-endocardico |
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- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Infarto sub-endocardico Può accadere che sia la parte di miocardio appena sotto l'endocardio* ad essere danneggiata dalla mancanza totale di flusso di sangue coronarico. Un infarto non "classico", se si vuole, ma non meno importante. |
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- Microinfarti diffusi |
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- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Microinfarti diffusi Nel corpo muscolare miocardico possono anche aversi microinfarti diffusi quando il circolo coronarico, un pò universalmente compromesso. presenta occlusioni di piccoli rami coronarici. Questi microinfarti non danno alcuna sintomatologia. |
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- Infato "Non Q" |
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- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Infarto "Non Q" Quando l'occlusione di un ramo coronarico non determina un danno della parete miocardica totale, per quanto riguarda il suo spessore, l'ECG non dimostrerà l'onda Q, caratteristica dell'infarto. |
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- ECG ischemico (striscia centrale) |
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- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- ECG ischemico (striscia centrale) L'ischemia è uno stato di diminuito afflusso in una parte di muscolo cardiaco. Anche se non sempre, in questi casi, si modifica il tratto ST, che appare sottolivellato rispetto alla linea isoelettrica*. Vediamo questo nella striscia centrale. |
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- Placca - Stenosi e compenso |
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- Aterosclerosi e Arteriosclerosi
- Placca - Stenosi e compenso Quando si sviluppa un ateroma (placca) all'interno di una arteria, questo causa, come è logico, una diminuizione di flusso nel tessuto a valle dell'ateroma (situazione di ischemia) a causa della stenosi*. A questo punto si sviluppa un meccanismo di compenso: l'arteria a valle si dilata un pò, come se cercasse, con l'aumento del suo calibro e accogliendo quindi una maggiore quantità di sangue, di supplire al difetto di flusso causato dalla stenosi. Qundi, nonostante l'ateroma e la stenosi conseguente, fino a che la stenosi non è molto serrata, il flusso riesce, in qualche modo a rimanere invariato. Tuttavia questo è possibile e si realizza quando le stenosi non diventano critiche. Nel distretto coronarico definiamo critiche le stenosi oltre il 70-75%. In queste condizioni, come si vede nella parte destra dell'immagine, il flusso è nettamente ridotto. |
| 259
- Aorta
- Strie lipidiche e arterie intercostali |
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| 259
- Aterosclerosi
e Arteriosclerosi - Aorta - Strie lipidiche
e arterie intercostali Poco dopo la formazione dell'ateroma, il plus di materiale che si è accumulato sotto la tunica intima, comincia ad essere visibile dall'interno dell'arteria, con il caratteristico aspetto di strie lipidiche. Questa immagine è riferita alla parete interna dell'aorta. Vediamo anche gli orifici di origine delle arterie intercostali. |
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- Arteria, Placca, Trombo |
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| 260
- Aterosclerosi e Arteriosclerosi
- Arteria, placca, trombo La parete dell'arteria è in colore magenta, l'ateroma (placca) è in verde. il lume dell'arteria rimasto a disposizione del flusso di sangue è in giallo, il trombo* formatosi sulla placca è in viola scuro. |
| 261
- Ischemia e Infarto - 1 |
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| 261 - Aterosclerosi
e Arteriosclerosi - Ischemia e Infarto - 1
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 262
- Ischemia e Infarto - 2 |
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| 262 - Cardiopatia
Ischemica e Infarto - Ischemia e Infarto - 2
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 263
- Ischemia e Infarto - 3 |
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| 263 - Cardiopatia
Ischemica e Infarto - Ischemia e Infarto - 3
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 264
- Ischemia e Infarto - 4 |
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| 264 - Cardiopatia
Ischemica e Infarto - Ischemia e Infarto - 4
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 265
- Ischemia e Infarto - 5 |
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| 265 - Cardiopatia
Ischemica e Infarto - Ischemia e Infarto - 5
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 266
- Ischemia e Infarto - 6 |
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| 266 - Cardiopatia
Ischemica e Infarto - Ischemia e Infarto - 6
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 267
- Ischemia e Infarto - 7 |
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| 267 - Cardiopatia
Ischemica e Infarto - Ischemia e Infarto - 7
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 268
- Ischemia e Infarto - 8 |
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| 268 - Cardiopatia
Ischemica e Infarto - Ischemia e Infarto - 8
Qui è fotografata
una parte di foglia, con la sua rete di rifornimento della linfa vitale.
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| 269
- Coronaria normale |
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| 269 - Coronarie
e Coronarografia - Coronaria normale Il vaso coronarico, come dimostra questa foto, è normale e a disposizione del flusso di sangue in tutto il suo calibro. |
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- Coronaria con placca eccentrica |
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- Coronarie e Coronarografia
- Coronaria con placca eccentrica Qui vediamo una placca eccentrica*, sulla destra dell'immagine. In questo caso il calibro utile per il flusso è notevolmente diminuito. |
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- Coronaria con placca concentrica |
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| 271 - Coronarie
e Coronarografia - Coronaria con placca concentrica Qui vediamo una placca concentrica*, che occupa tutta la circonferenza dell'arteria. In questo caso il calibro utile per il flusso è notevolmente diminuito. Sulla destra, in basso, vediamo il "core*" della placca, e cioè il nucleo lipidico centrale della placca. |
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- Coronaria con placca stenosante 90% |
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| 272 - Coronarie
e Coronarografia - Coronaria con placca stenosante
90% In questo caso l'ateroma (placca) ostruisce l'arteria per il 90% del suo calibro. E' una stenosi grave, molto critica. Il rischio per formazione di trombo è alto, anche se occorre ricordare che di consueto è la lesione della placca che dà origine al trombo. |
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- Coronaria con placca e trombo parziale |
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| 273 - Coronarie
e Coronarografia - Coronaria con placca
e trombo parziale In questo caso il trombo si è formato,e, come si vede, è ancora parziale. Il termine "ancora" vuole ricordare che il trombo non si forma rapidamente, ma a volte occorrono ore prima che l'arteria sia tutta occlusa. E' per questo che, anche se difficile a realizzare, l'intervento precoce in questi casi può salvare la vita del paziente, o, comunque, riuscire a limitare il danno. |
| 274
- Coronaria con placca e trombo totale |
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| 274 - Coronarie
e Coronarografia - Coronaria con placca e trombo totale Qui vediamo una coronaria con una placca che determinava una stenosi non critica, ma nella quale, per erosione endoteliale, si è originato un trombo che ha ormai occupato quasi completamente il lume dell'arteria. E' una situazione tipica |
| 275
- Placca e trombo parzialmente ricanalizzato |
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| 275
- Coronarie e Coronarografia
- Placca e trombo parzialmente ricanalizzato Una volta che il trombo si è formato, si attiva sempre un tentativo da parte dell'organismo di distruggere il trombo formato, ricanalizzando il vaso ostruito. Questo succede tutti i giorni, senza che ce accorgiamo, in vasi molto piccoli, e avviene con successo. Purtroppo, per i vasi più grandi, la ricanalizzazione completa è impossibile: al massimo un'arteria ostruita da un trombo rise a ricanalizzarsi nella misura del 20% circa. |
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- Bypass - AMI* su Discendente Anteriore |
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- Cardiochirurgia
- Bypass - AMI* su Discendente Anteriore Foto durante un intervento chirurgico di innesto di bypass con arteria mammaria interna (AMI*) sulla discendente anteriore, un ramo del distretto di sinistra. |
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- Mortalità in rapporto al tempo di intervento |
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- Cardiochirurgia
- Mortalità in rapporto al tempo di intervento La rapidità del tempo di intervento. dopo un infarto, è della più grande importanza per il recupero della parte di miocardio danneggiata dall'infarto, quando possibile. Anche la percentuale di mortalità è influenzata dal tempo di intervento, come dimostra questa tavola. |
| 278
- Mortalità per infarto miocardico |
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- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Mortalità per infarto miocardico Dagli anni '60 ai '90 la mortalità dopo un infarto del miocardio si è ridotta notevolmente. Prima con l'avvento delle UTIC* e dell'intervento di defibrillazione elettrica*, poi con il protocollo della trombolisi* con streptochinasi, successivamente con rTpa e infine grazie all'avvento degli stent |
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- Infarto miocardico - Dopo 24 ore - Istologia |
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- Cardiopatia
Ischemica e Infarto
- Infarto miocardico - Dopo 24 ore - Istologia Nella parte superiore di questo preparato istologico vediamo tessuto miocardico con fibrocellule muscolari normali. Nella parte inferiore, che è stata colpita da infarto da 24 ore, vediamo già avviata visibilmente la morte cellulare miocardica: le cellule sono completamente alterate nella loro struttura e si nota la scomparsa dei nuclei delle cellule stesse. Questi nuclei stanno scomparendo. |
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- Infarto miocardico - Dopo 3-4 giorni - Istologia |
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| 280
- Cardiopatia
Ischemica e Infarto
- Infarto miocardico - Dopo 3-4 gg - Istologia Dopo 3-4 giorni dall'insorgenza dell'infarto le cellule si stanno distruggendo sempre di più e i nuclei sono ormai scomparsi. Il territorio si sta infarcendo di scorie e, come sempre accade in questi casi, accorrono sul posto moltissimi globuli bianchi (sono i puntini neri sparsi), per opporsi a questa situazione e "ripulire" il distretto danneggiato. |
| 281
- Infarto miocardico - Dopo 7-10 giorni - Istologia |
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| 281
- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Infarto miocardico - Dopo 7-10 gg - Istologia Vediamo qui il risultato dell'opera dei globuli bianchi: dopo 7-10 giorni il territorio è quasi completamente ripulito dalle scorie. Ma le cellule muscolari del cuore non esistono più: notare la differenza con una piccola parte in alto a sinistra di tessuto miocardico normale, perchè non colpito da infarto. |
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- Infarto miocardico - Dopo 20 giorni- Istologia |
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| 282
- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Infarto miocardico - Dopo 20 gg - Istologia Dopo 20 giorni, una volta ripulito il territorio danneggiato dalle scorie, non esistendo ormai più il tessuto muscolare miocardico, questo deve essere sostituito da un altro tipo di tessuto. E'l'organo cuore che si ripara da sé: non esistendo più il tessuto muscolare la parete ventricolare sinistra cerca di mantenere la sua integrità e la sua continuità con un altro tipo di tessuto. E il nuovo tessuto che viene formato è il tessuto connettivo, fibroso e resistente, ma non idoneo per la contrazione. |
| 283
- Infarto miocardico - Dopo mesi - Istologia |
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| 283
- Cardiopatia Ischemica e Infarto
- Infarto miocardico - Dopo mesi - Istologia Dopo mesi, quando ormai l'infarto è clinicamente guarito da tempo, possiamo vedere, dove un tempo c'era il tessuto miocardico contrattile, la presenza di tessuto fibroso cicatriziale. Il cuore avrà così perduto, in modo irrecuperabile, una parte della sua forza contrattile. |
| 284
- Flusso coronarico in diastole e sistole |
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| 284
- Coronarie e Coronarografia
- Flusso coronarico in diastole e sistole I rami coromarici più grandi sono epicardici* e sono situati "sopra" al miocardio. Poi essi arborizzano e il numero delle loro ramificazioni diventa sempre pià grande fino ad arrivare a 2.000.000-4.000.000 di capillari coronarici nel corpo del miocardio. Questo comporta che, quando il miocardio si contrae (sistole), molti di questi piccoli rami vengono compressi rendendo impossibbile il flusso durante la sistole stessa. Il sangue tornerà a fluire regolarmente durante la diastole (rilasciamento del miocardio). Quindi nel miocardio (situazione unica in tutto il corpo umano) il flusso di sangue non è continuo, ma è massimo durante la diastole (in celeste nella figura) e minimo durante la sistole (in magenta nella figura). |
| 285
- Cardiopatia ischemica e Rischio dei fumatori |
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| 285 - Cuore
e Fumo - Cardiopatia ischemica e Rischio dei fumatori Nelle 4 figure "a torta" la prima a sinistra riguarda i non fumatori, quella a destra, invece, i fumatori di più di 40 sigarette al giorno. In arancione vediamo la percentuale di coronarie senza lesioni evidenziata in arancione. Si può vedere come è minore, nei forti fumatori, la percentuale di coronarie indenni. |
| 286
- Coronaria destra |
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286 - Coronarie e Coronarografia - Coronaria destra Profilo della coronaria destra con i suoi rami più importanti. La freccia nera indica il sangue che proviene dal cuore e viene immesso in aorta, da dove fluisce nella coronaria destra. |
| 287
- Coronaria sinistra |
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| 287 - Coronarie
e Coronarografia
- Coronaria sinistra
Profilo della coronaria sinistra con i suoi rami più importanti. La freccia nera indica il sangue che proviene dal cuore e viene immesso in aorta, da dove fluisce nella coronaria sinistra. |
| 288
- Capillari artero-venosi |
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| 288 - Coronarie
e Coronarografia
- Capillari artero-venosi
La circolazione coronarica ha, come tutti i distretti circolatori, i suoi rami più piccoli arteriosi che continuano nei più piccoli rami venosi. |
| 289
- I rami principali - 01 |
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| 289 - Coronarie
e Coronarografia
- I rami principali - 01
Le coronarie destra e sinistra con i rami più importanti. In rosso i rami nella parte anteriore del cuore, in rosa quelli della parte posteriore. |
| 290
- I rami principali - 02 |
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| 290 - Coronarie
e Coronarografia
- I rami principali - 02
L'arco aortico è in rosa. AD - Discendente
anteriore |
| 291
- Sedi delle lesioni più frequenti - 01 |
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| 291 - Coronarie
e Coronarografia
- Sedi delle lesioni più frequenti - 01
Lesioni coronariche in ordine decrescente di frequenza quanto alla sede: 1
- Discendente anteriore |
| 292
- Sedi delle lesioni più frequenti - 02 |
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| 292 - Coronarie
e Coronarografia
- Sedi delle lesioni più frequenti - 02
E' possibile vedere, in questa immagine, i punti più frequentemente interessati da stenosi coronariche. Le lesioni coronariche
interessano sempre i rami coronarici più grandi, |
| 293
- Scintigrafia miocardica - Bull eye positivo |
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| 293 - Scintigrafia
Miocardica - Scintigrafia
miocardica - Bull eye positivo
Nella parte centrale dell'immagine, nella parte blu, vediamo che il flusso non arriva. La scintigrafia è quindi positiva e occorrerà fare la coronarografia per individuare il ramo coronarico che ha una stenosi. |
| 294
- Scintigrafia miocardica - Bull eye negativo |
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| 294 - Scintigrafia
Miocardica - Scintigrafia
miocardica - Bull eye negativo
In questo caso il flusso di sangue arriva correttamente in tutto il miocardio. Non ci sono infatti difetti nell'immagine. La scintigrafia è quindi negativa e non saranno necessarie indagini ulteriori. |
| 295
- Scintigrafia miocardica - Bull eye dopo infarto |
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| 295 - Scintigrafia
Miocardica - Scintigrafia
miocardica - Bull eye dopo infarto
In questo caso il
difetto diflusso è costante, sia durante lo sforzo che nel
recupero. |
| 296
- Placca vulnerabile |
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| 296 - Coronarie
e Coronarografia
- Placca vulnerabile
Una placca che si
è formata in un'arteria potrà essere stabile o vulnerabile. |
| 297
- Placca lesionata |
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| 297 - Coronarie
e Coronarografia
- Placca lesionata
Quando una placca è vulnerabile sarà molto probabile che possa dar luogo alla formazione di un trombo. |
| 298
- Denton A. Cooley |
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| 298
- Cardiochirurgia
- Denton A. Cooley E' il cardiochirurgo texano che ha fondato il Texas Heart Institute ed è il Surgeon in Chief del St. Luke's Episcopal Hospital di Houston, Texas. |
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- Atleta morente V° sec. a.C. |
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| 299
- Cardiopatia ischemica e Infarto
- Atleta morente V° sec. a. C. In questa antica stele, del V° secolo a.C. è possibile vedere l'atteggiamento caratteristico di chi ha un attacco di angina pectoris causato da un distretto coronarico in difficoltà in qualche suo ramo per una stenosi realizzatasi a causa di un ateroma (placca). |
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- Comunicazione di W. Heberden |
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| 300
- Cardiopatia ischemica e Infarto
- Comunicazione di W. Heberden Wlliam Heberden. Medico inglese, per primo osservò e descrisse con particolari molto precisi l'attacco di angina pectoris con tutti i suoi sintomi caratteristici. Egli rese ufficiale questa osservazione con una comunicazione al Collegio dei Medici a Londra il 21 Luglio 1768. In Inghilterra, e anche altrove, la Cardiopatia Ischemica è anche chiamata, in onore di William Heberden, Malattia di Heberden. |