Archivio di Immagini

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001 - Apparato Cardiovascolare

001 - Apparato Cardiovascolare - Apparato Cardiovascolare

Nella immagine centrale, che descrive l'Apparato Cardiovascolare, ci sono due piccoli cuori, uno rosso (Sx=sinistro) e uno blu (Dx=destro). In realtà il cuore è unico, ma la divisione grafica vuol significare che nel ventricolo destro (V Dx*) c'è una pressione più bassa, e nel ventricolo sinistro (V Sx) una più alta. Il sistema è chiuso e la quantità di sangue che vi circola è di circa 5 litri. Dal V Sx* il sangue entra in un sistema di tubi (vasi) che si chiamano arterie (uomo rosso). Il sangue arriva così a tutti i tessuti, dove porta l'ossigeno. I tessuti consegnano al sangue l'anidride carbonica che ritorna verso il cuore con le vene (uomo blu). Questa è la Circolazione Sistemica (Grande Circolo). Dal V Dx il sangue venoso viene pompato ai polmoni, dove, con la respirazione, cede l'anidride carbonica e prende l'ossigeno. Il sangue così riossigenato, ritorna alla metà sinistra del cuore. Questa è la Circolazione Polmonare (Piccolo Circolo).
Il sangue compie questo percorso una volta ogni secondo, circa 100.000 volte al giorno. In questo modo il cuore e i polmoni svolgono un lavoro coordinato consentendo ai tessuti di rifornirsi continuamente di ossigeno, che è indispensabile per la loro vita e di eliminare l'anidride carbonica, L'aria che respiriamo riceve l'anidride carbonica eliminata e fornisce l'ossigeno necessario.

002 - Valvole Cardiache

002 - Valvole Cardiache - Le Valvole Cardiache

Nella parte centrale dell'immagine vediamo il cuore, raffigurato come una figura geometrica. Il cuore è una pompa divisa in due distretti, il destro e il sinistro. Questi sono a loro volta divisi in 2 camere: una superiore, atrio, e una inferiore, ventricolo. Avremo così 2 atri (Dx e SX) e 2 ventricoli (Dx e Sx). Nella circolazione sistemica e nella circolazione polmonare il sangue deve andare solo in un senso: dal ventricolo Sx ai tessuti, da questi all'atrio Dx. Poi dal ventricolo Dx ai polmoni e da questi all'atrio Sx.
Per essere obbligato ad andare solo in questo senso sono presenti nel cuore delle valvole, le Valvole Cardiache, che si aprono e si chiudono meccanicamente in base alle pressioni nelle 4 camere, e che consentono la circolazione del sangue solo nel senso sopra descritto, impedendo un riflusso nel senso opposto. Le valvole sono 4: 2 atrioventricolari (tricuspide a destra e mitrale a sinistra), e 2 in uscita dal cuore, polmonare a destra e aortica a sinistra. In base alle pressioni che si realizzeranno nelle varie camere queste valvole si apriranno e si chiuderanno al momento giusto, consentendo la normale progressione del sangue e quindi i normali scambi ossigeno-anidride carbonica.

003 - Schema della Circolazione del Sangue

003 - Apparato Cardiovascolare - Schema della Circolazione del Sangue

Un semplice schema grafico riassuntivo di come avviene la circolazione del sangue. La metà destra del cuore riceve sangue da tutti i tessuti e lo pompa nei polmoni. La metà sinistra del cuore riceve sangue dai polmoni e lo pompa in tutti i tessuti.

004 - Topografia del Cuore

004 - Apparato Cardiovascolare - Topografia del Cuore

In blu le sezioni destre del cuore (più volte anteriormente), in rosso le sezioni sinistre (più volte posteriormente).
In giallo i polmoni.
Il cuore è posto al centro del torace, un pò "appoggiato" da una parte e con la punta rivolta verso sinistra.
Il cuore e i polmoni sono molto vicini e, attraverso l'arteria polmonare (dal cuore destro ai polmoni) e le vene polmonari (dai polmoni al cuore sinitro), sono in modo stretto connessi e svolgono un lavoro perfettamente coordinato.

005 - Arterie, Capillari e Vene

005 - Apparato Cardiovascolare - Arterie, Capillari, e Vene

Nell'Apparato Cardiovascolare, l'albero arterioso (dal cuore verso la periferia) e quello venoso (dalla periferia verso il cuore) non son separati, ma intimamente connessi per mei vasi capillari, che quindi da arteriosi diventano venosi (l'aggettivo dipende dalla caratteristiche del sangue che li percorre, se ossigenato o no). E' come se due alberi (uno rosso, arterioso e uno blu, venoso) fossero congiunti per le rispettive chiome.

006 - Arteria in sezione trasversa

006 - Apparato Cardiovascolare - Arteria in sezione trasversale

Un'arteria vista al microscopio a scansione elettronica.
Dall'interno vediamo la tunica intima, la lamina elastica ("plissettata"), la tunica media, muscolare ed elastica, e la tunica avventizia, che riveste l'arteria all'esterno.

007 - Arteia, Vena, Nervo

007 - Apparato Cardiovascolare - Arteria, Vena, Nervo

Un preparato istologico dove vediamo, in sezione trasversale, un'arteria (MA), una vena (MV), un nervo (N) e una arteriola (A). E' da notare la differenza di consistenza tra la parete dell'arteria, molto maggiore, e quella della vena, molto minore.
Questo perchè l'arteria deve sopportare pressioni del sangue molto maggiori della vena. Se distendessimo tutta la parete della vena vedremmo un calibro molto maggiore dell'arteria. Infatti nelle vene è contenuta più della metà di tutto il sangue e il contenuto puo variare anche molto. Ecco perchè la parete sottile della vena le permette di collassarsi (come nella fotografia), o, se necessario, di accogliere una maggiore quantità di sangue.

008 - Vasi Epiaortici: Carotidi e Vertebrali

008 - Aorta e vasi Epiaortici - Apparato Cardiovascolare
Vasi Epiaortici: Carotidi e Vertebrali

I vasi sovraaortici (epiaortici, dal greco = sopra). Si tratta di arterie che hanno origine dall'arco aortico, quindi poco dopo la partenza del sangue dal cuore. Vediamo le arterie che vanno al braccio destro e a quello sinistro, le carotidi comuni, che poi si biforcano in esterna Dx e Sx, e le vertebrali, Dx e Sx. All'origine dell'arco aortico, in basso, subito dopo la valvola aortica, hanno origine la coronaria Dx e la Sx (mozzate, nella figura). Da notare che a destra la carotide comune e la succlavia non hanno origine dall'arco direttamente, ma da un breve tratto arterioso chiamato "Arteria innominata".

009 - Aorta Toracica e Addominale

009 - Apparato Cardiovascolare - Aorta Toracica e Addominale

E' qui visibile l'arteria Aorta, il condotto arterioso principale che somiglia a una "giannetta", tipico bastone. Dall'aorta hanno origine tutte le arterie principali. Dopo le coronarie, le arterie dall'arco, già descritte, vediamo le arterie intercostali, l'arteria gastrica, la splenica (che va alla milza), la epatica (al fegato), le arterie renali Dx e SX e le arterie intestinali.

010 - Globuli rossi, Globuli bianchi e Piastrine

010 - Sangue - Globuli rossi, Globuli bianchi e Piastrine

Le cellule del Sangue: globuli rossi (in rosso), globuli bianchi (in giallo), piastrine (in verde). In un millimetro cubo ci sono quasi 5.000.000 globulo rossi; 7.000 globuli bianchi, 220.000 piastrine. I globuli rossi dono i trasportatori di ossigeno si tessuti e di anidride carbonica ai polmoni: i globuli bianchi sono l'eservito di difesa del corpo umano; le piastrine servono, aggregandosi, a chiudere piccole ferite all'esterno. Purtroppo, quando fanno la stessa cosa all'interno dei vasi (arterie e vene) causano un trombo (dal greco = grumo, coagulo), e possono arrestare del tutto il flusso di sangue causando danni anche grandi al tessuto che si trova in pochissimo tempo senza flusso di sangue ( e quindi senza rifornimento di ossigeno, che è vitale).

011 - Globuli rossi

011 - Sangue - Gobuli rossi

I globuli rossi in una foto: hanno una forma a lente schiacciata un pò nel centro. Questo allo scopo di essere molto deformabili per adattarsi al passaggio attraverso vasi anche piccoli. Infatti, se i globuli rossi avessero una forma sferica sarebbero molto meno deformabili e quindi anche molto scarsamente adattabili al passaggio attraverso "stretture".

012 - Globulo rosso: dimensioni

012 - Sangue - Globulo rosso: dimensionii

Il disegno dimostra le dimensioni di un globulo rosso in micron (un millesimo di millimetro): uno spessore di 2 micron e un diametro di 7 micron.

013 - Globuli rossi nei capillari

013 - Sangue - Globuli rossi nei Capillari

Globuli rossi che attraversano un capillare. Un capillare ha un diametro di circa 5 micron. Il globulo rosso, invece ha un diametro di 7 micron, più grande del diametro del capillare attraverso il quale deve passare. Non è un errore: lo scopo è quello di obbligare il globulo rosso, in qualche modo, a rallentare il suo passaggio attraverso il capillare. La piccola cellula avrà così modo di effettuare meglio la consegna dell'ossigeno ai tessuti e il prelievo dell'anidride carbonica dagli stessi.
Guardando l'immagine è facile capire il motivo della forma particolare del globulo rosso, che qualcuno ha paragonato alla "orecchietta" (pasta pugliese).

014 - Ematocrito e provetta

014 - Sangue - Ematocrito e provette

Ematocrito (dal greco = "separatore"). Il sangue ha una parte acquosa, chiamata plasma, nella quale troviamo, in soluzione, vitamine, sali minerali, proteine (albumine, globuline, fibrinogeno) e una parte corpuscolata, di cellule. Queste sono: globuli rossi (5.000.000 per mm3), globuli bianchi (7.000 per mm3) e piastrine (220.000 per mm3). E' quindi evidente che la grande maggioranza è costituita dai globuli rossi. Se preleviamo una provetta di sangue, la chiudiamo e la facciamo centrifugare a 1.500 giri per 3 minuti, la parte corpuscolata (più pesante del plasma) si depositerà sul fondo, separandosi dalla parte plasmatica. Abbiamo quindi il valore normale di ematocrito (circa 40%). In caso di anemia, e quindi di dininuito numero di globuli rossi,avremo un valore molto più basso. In caso di policitemia (una malattia dove il midollo osseo produce troppi globuli rossi, una specie di "leucemia rossa"), il valore sarà più alto. Infine in certi soggetti che hanno una produzione midollare di globuli rossi, quasi sempre genetica, troveremo nel sangue un numero maggiore di essi e quindi un valore di ematocrito più alto, che si chiama pletora. Il sangue di questi soggetti ha una viscosità maggiore del normale ed essi sono conosciuti come persone dal "sangue grosso"

015 - Ematocrito ed ESF (EPO)

015 - Sangue - Ematocrito ed ESF (EPO)

Che cos'è la EPO (Eritropoietina), diventata celebre nelle cronache sportive per certi abusi, e come funziona? In realtà il suo nome corretto è ESF (Erythropoietic Stimulating Factor). Si tratta di una proteina che funziona come meccanismo di compenso in caso di anemie. Essa "ordina" alle cellule staminali del midollo osseo (le cellule di "partenza", indifferenziate) di produrre un maggior numero di globuli rossi. Si può vedere nell'immaginel'intervento di compenso nelle sue varie tappe.
Per potere aumentare l'ossigenazione dei propri tessuti e ottenere prestazioni fisico-atletiche maggiori consentite da un maggior numero di globuli rossi e quindi da una maggiore ossigenazione tissutale in alcuni casi si è assunta la eritropoietina dall'esterno. La conseguenza è stata, naturalmente, un aumento del numero dei globuli rossi e quindi un aumento del valore di Ematocrito, che è stato trovato con facilità, in questi casi, superiorea 50. Purtroppo il sangue, diventando più viscoso provoca un maggior rischio per malattie vascolari. Tipica è la trombosi.

016 - Massa del Sangue

016 - Sangue - Massa del Sangue

La massa di Sangue totale è di circa 5 litri. Nelle arterie circola poco più del 10%, e oltre il 60% nelle vene. Le vene funzionano, infatti, come un "deposito", dove è possibile prelevare una quantità di sangue se richiesta da condizioni contingenti o di emergenza. Quando il compito sarà finito il sangue verrà rimesso nel deposito venoso.
Questo è anche il principio farmacologico di funzionamento dei nitroderivati (malattia coronarica) che "sequestrano" una maggiore quantità di sangue, rispetto al normale. In questo modo la pompa cardiaca avrà un riempimento minore e avrà un risparmio di lavoro quando si contrae e si svuota.

017 - Distribuzione della Massa del Sangue

017 - Sangue - Distribuzione della Massa del Sangue

Ecco quanto prelevano i distretti più importanti del corpo umano in condizioni di riposo e in condizioni di lavoro. Da notare il distretto muscolare, che è il più importante del corpo umano. Infatti, per la sua sopravvivenza l'uomo ne ha bisogno continuamente. In caso di sforzo importante, come per esempio in alcune discipline sportive, la quantità di Sangue che circola nel distretto muscolare può aumentare fino a 10 volte quella sufficiente in condizioni di riposo. Questo è reso possibile dalla presenza del distretto venoso e dalle sue caratteristiche di essere un "deposito" di sangue. I reni, invece, continuano a filtrare la stessa quantità di sangue. L'apparato digerente deve "cedere" qualcosa: non bisogna quindi mai assumere cibo subito prima di un esercizio sportivo.

018 - Enzimi - Come funziona la scissione

018 - Sangue - Enzimi - Come funziona la scissione

Enzima* (dal greco = fermento). E' una sostanza proteica che accelera in maniera specifica certe reazioni chimiche, in substrati particolari, senza partecipare alle reazioni stesse. Il substrato verde ha 2 componenti che devono essere scissi in una determinata reazione chimica. L'enzima specifico accoglie il substrato e fornisce il prodotto della reazione con il risultato di avere A e B scissi.
A questo punto l'enzima specifico di questa reazione è pronto per una nuova reazione su un nuovo substrato dello stesso tipo.
Vedi Enzimi.

019 - Enzimi - Come funziona la coniugazione

019 - Sangue - Enzimi - Come funziona la coniugazione

Enzima (dal greco = fermento). E' una sostanza proteica che accelera in maniera specifica certe reazioni chimiche, in substrati particolari, senza partecipare alle reazioni stesse.
Il substrato-molecola A deve unirsi al substrato-molecola B. L'enzima specifico per questo tipo di reazione chimica interviene unendo la molecola A e la molecola B. Le lascia unite e poi si ritira, pronto per una nuova reazione su substrati dello stesso tipo.
Vedi Enzimi.

020 - Globuli rossi e filamenti di fibrina

020 - Trombosi ed Embolia - Globuli rossi e filamenti di fibrina

Globuli rossi e piastrine impigliati in filamenti di fibrina. La fibrina si forma dal fibrinogeno, una delle 3 grandi proteine del sangue. Per azione della tromboplastina e degli ioni Ca si forma la trombina, che con una azione simile a quella di un enzima provoca la polimerizzazione del fibrinogeno in fibrina. Questa forma un reticolo sempre più fitto, dove si impigliano globuli rossi e piastrine.
Ha inizio così la formazione del trombo.
Vedi Trombosi.

021 - Reticolo di fibrina con globuli rossi e piastrine

021 - Trombosi ed Embolia - Reticolo di fibrina con globuli rossi e piastrine

Globuli rossi e piastrine impigliati in filamenti di fibrina. La fibrina si forma dal fibrinogeno, una delle 3 grandi proteine del sangue. Per azione della tromboplastina e degli ioni Ca si forma la trombina, che con una azione simile a quella di un enzima provoca la polimerizzazione del fibrinogeno in fibrina. Questa forma un reticolo sempre più fitto, dove si impigliano globuli rossi e piastrine.
Ha inizio così la formazione del trombo.

Vediamo
un r eticolo di fibrina, che si sta formando, nel quale sono impigliati globuli rossi e piastrine.
E' la fase iniziale della formazione del trombo. Vedi Trombosi.

022 - Cristalli di Colesterolo

022 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Cristalli di Colesterolo

Il Colesterolo è un alcol policiclico complesso, del gruppo degli steroli, il nucleo dei quali dà origine anche al cortisone e agli ormoni sessuali. Il colesterolo ha le caratteristiche fisiche e chimiche dei lipidi. Il colesterolo si distingue in endogeno (dal cibo) ed endogeno (prodotto dal fegato). Il colesterolo è quasi tutto di sintesi endogena.
Possiamo vedere in questa foto, molto ingranditi, i cristalli di
colesterolo, che poi è il componente principale dell'ateroma (placca), che si forma sulla parete interna
delle arterie arrivamdo a formare ostruzioni anche molto severe.

Quando il valore del colesterolo nel sangue è troppo alto, (più di 200-220), c'è una sempre maggiore
possibilità di formazione di ateromi sulla parete interna delle arterie.

023 - Colesterolemia normale, borderline e patologica

023 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Colesterolemia normale, borderline, e patologica

Quando il valore del Colesterolo nel sangue è troppo alto, (più di 200-220), c'è una sempre maggiore
possibilità di formazione di ateromi sulla parete interna delle arterie.

Il valore normale è 200 mg/dl.
Valori da 200 a 239 sono borderline-alti.
Valori oltre 240 sono alti e possono essere un rischio.
A volte il valore del colesterolo nel sangue è molto alto e resistente alle varie terapie: è questo il caso della ipercolesterolemia familiare.

024 - Placchette di colesterolo nella parete interna aortica

024 - Aterosclerosi ed Arteriosclerosi - Placchette di colesterolo nella parete interna aortica

Piccole placche di lipidi sulla parete interna di una aorta. Il Colesterolo è un componente principale di queste placche.

025 - Arteria normale, con spasmo e con ateroma

025 - Aterosclerosi ed Arteriosclerosi - Arteria normale, con spasmo, e con ateroma

Vista di un'arteria in sezione longitudinale e trasversale.
A sinistra si vede un'arteria sana: non ci sono ostruzioni.
Al centro si vede un'arteria sana, senza placche ostruttive; ma sotto l'azione di uno spasmo, che, imitando la presenza di un'ateroma (placca), arriva a limitare il flusso di sangue. Lo vediamo dal calibro molto ridotto nella sezione trasversale.
A destra è presente un ateroma che ostruisce in modo marcato l'arteria, interessando anche una sua biforcazione.
Vedi Ateroma.

026 - Progressione dell'ateroma (placca)

026 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Progressione dell'ateroma (placca)

Sezione di un'arteria, libera nell'immagine in alto a sinistra e quasi completamente occlusa nell'immagine in basso a destra. Si può vedere la progressione dell'ateroma nel tempo e diversi progressivi gradi di stenosi.
In campo coronarico definiamo critica una stenosi (dal greco = strettura) di oltre il 75%.
Vedi Ateroma.

027 - Estensione dell'ateroma nella parete arteriosa

027 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Estensione dell'ateroma nella parete arteriosa

Un'ateroma può interessare un tratto anche abbastanza lungo dell'arteria. E' frequente, a causa delle turbolenze che si creano nel flusso di sangue, che l'ateroma, se è in vicinanza di una biforcazione, si estenda fino ad interessare la biforcazione stessa, causando così una stenosi più complicata.
Vedi Ateroma.

028 - Placca eccentrica e concentrica

028 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Placca eccentrica e concentrica

L'ateroma (placca) può essere eccentrico, come nell'immagine in alto, o concentrico, come in quella in basso. In ogni caso le conseguenze dipenderanno dal grado di stenosi.
E' peraltro evidente che se qualche terapia potrà funzionare sulla parete dell'arteria, per dilatarla (anche se limitatamente), questo sarà possibile solo nel primo caso.
Nella placca concentrica, infatti, l'arteria è come "ingessata" e non potrà in alcun modo essere sensibile a terapie vasodilatatrici.
Vedi Ateroma.

029 - Placche eccentriche e concentriche

029 - Aterosclerosi ed Arteriosclerosi - Placche eccentriche e concentriche

Tipi diversi di ateromi (placche) eccentrici e concentrici.
Nella formazione di un ateroma la casualità è l'imprevedibilità della forma e della estensione è sempre la regola.
Vedi Ateroma.

030 - Formazione dell'ateroma (placca) - 1


030 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Formazione dell'ateroma (placca) - 1

Si vede la parete normale dell'arteria con l'endotelio (rivestimento interno), la tunica intima, la media (muscolare ed elastica, l'avventizia. Può accadere che ci sia, nel tempo, una cronica "aggressione" dell'endotelio. Le cause principali possono essere l'ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta, la iperlipidemia, serte reazioni immunitarie, difficili da identificare, fattori emodinamici, e anche azioni sull'endotelio da parte di tossine e/o virus.
Quando questo accade, la conseguenza sarà una risposta dell'endotelio a questo qualcosa che lo disturba. Un risposta all'aggressione.
Vedi Ateroma.

031 - Formazione dell'ateroma (placca) - 2

031 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Formazione dell'ateroma (placca) - 2

In risposta all'aggressione l'endotelio diventerà più permeabile, ma come sempre accade nell'organismo umano quando qualcosa lo aggredisce, avremo la presenza sul posto di globuli bianchi, in particolare di monociti, una specie di soldati specializzati. I monociti aderiranno alla parete dell'endotelio e potranno anche migrare, attraverso l'endotelio diventato più permeabile, nella tunica intima. I piccoli bastoncini verdi li possiamo immaginare come aggressori (batteri, tossine).
Vedi Ateroma.

032 - Formazione dell'ateroma (placca) - 3

032 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Formazione dell'ateroma (placca) - 3

Fase della migrazione. Attraverso l'endotelio aggredito, e diventato più permeabile, i monociti sono migrati nella tunica intima, ma, fatto ancor più importante, molte cellule muscolari lisce migrano dalla tunica media all'intima. A questo punto si attivano i macrofagi, che sono globuli bianchi adattati in modo particolare a inglobare ("mangiare", fagocitare) tutte le particelle che sono estranee, o comunque non devono esserci in quella parte di tessuto e quindi sono motivo di disordine.
Vedi Ateroma.

033 - Formazione dell'ateroma (placca) - 4

033 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Formazione dell'ateroma (placca) - 4

Se a questo punto nel sangue ci sono molte molecole di lipidi (come per esempio tipico quando il colesterolo è elevato), o macrofagi e anche le cellule muscolari lisce migrate dalla media cercano di inglobare lipidi e lo fanno al massimo delle loro possibilità. Ma a questo punto, nella tunica intima c'è la presenza di un plus, c'è un aumento di volume causato dalla grandissima quantità di cellule presenti e attive sul posto. Questo aumento di volume comincia ad essere visibile macroscopicamente, e cominciano a comparire le strie lipidiche sulla parete interna delle arterie.
Vedi Ateroma.

034 - Formazione dell'ateroma (placca) - 5

034 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Formazione dell'ateroma (placca) - 5

Il disordine continua, e i lipidi cominciano ad apparire sul posto anche come un ammasso di detriti, accanto ai macrofagi, alle cellule muscolari lisce, che nel frattempo hanno cominciato a proliferare e ai linfociti, altro tipo di soldati del nostro esercito. Tutto questo ammasso di cellule e detriti esige che in qualche modo sia coperto e si forma un tessuto fibroso, connettivo che sarà il mantello dell'ammasso che si è formato. Avremo così raggiunta la formazione dell'ateroma (dal greco = ammasso, poltiglia) o placca che poi, nel tempo, raggiungerà dimensioni sempre maggiori fino ad arrivare a causare una diminuizione critica del lume dell'arteria e quindi a determinare un deficit di flusso di sangue a valle di quel punto di sub-ostruzione.
Vedi Ateroma.

035 - Prima fase della formazione: adesione dei monociti

035 - Aterosclerosi ed Arteriosclerosi - Prima fase della formazione: adesione dei monociti

Vediamo, in questa immagine, la fase iniziale della formazione della placca, con i monociti che aderiscono all'endotelio. E' la prima fase della formazione dell'ateroma (placca).
Vedi Ateroma.

036 - Prima fase della formazione: adesione di un monocita

036 - Aterosclerosi ed Arteriosclerosi - Prima fase della formazione: adesione di un monocita

In questa immagine ingrandita notevolmente, si vede il monocita aderente all'endotelio.
Vedi Ateroma.

037 - Piccolo ateroma sulla parete aortica

037 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Piccolo ateroma sulla parete aortica

Sulla parete interna del'aorta si è formata una piccola placca. Tutto intorno l'endotelio è sano.
Vedi Ateroma.

038 - Attivazione delle piastrine sopra l'endotelio eroso

038 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Attivazione delle piastrine sopra l'endotelio eroso

Quando il rivestimento interno delle arterie è liscio, regolare, il sangue scorre sopra tale rivestimento e niente nel sangue si attiva. Ma quando il rivestomento interno del vaso è lesionato, eroso, si attivano nel sangue le piastrine, come se cercassero di riparare, "stuccare" l'erosione, o la lesione. E' quello che si vede in questa immagine.
Vedi Ateroma.

039 - Prima rottura della placca a tipo "mushroom like"

039 - Aterosclerosi ed Arteriosclerosi - Prima rottura della placca a tipo "mushroom-like"

Siamo qui "dentro" l'arteria, e ne vediamo la parete interna. A destra sono visibili due placche; a sinistra un'altra placca presente si è rotta a "mushroom-like", come se fossero sorti sul posto dei piccoli funghi. La rottura, o comunque la lesione della placca, in ogni caso la perdita dell'integrità del suo mantello fibroso è sempre un evento importante e determinante, perchè dà il via alla formazione del trombo. Infatti il sangue, "vedendo" questa lesione interna, si comporta come fa quando ci accade di procurarci una piccola ferita esterna, e il sangue forma come una piccola stuccatura per chiudere la ferita stessa. Il sangue, nel caso della placca lesionata, mette in moto i suoi meccanismi di "riparazione" che consistono essenzialmente nell'attivazione delle piastrine, nella formazione del reticolo di fibrina, e, in definitiva, viene così iniziata la formazione del trombo.
Vedi Ateroma.

040 - Completa rottura della placca a tipo "mushroom-like"

040 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Completa rottura a tipo "mushroom-like"

Rottura della placca, a tipo "mushroom-like", massiva ed evidente. Il momento successivo sarà, inevitabilmente, la formazione del trombo sulla placca lesionata.
Vedi Ateroma.

041 - Placca in vista macroscopica e angiografica

041 - Aterosclerosi ed Arteriosclerosi - Placca in vista macroscopica e angiografica

A sinistra, in sezione trasversale e in aspetto macroscopico, è visibile una placca che ostruisce in grande parte il lume dell'arteria. A destra vediamo l'angiografia relativa a quel punto dell'arteria, vista longitudinalmente. La presenza della placca causa un difetto di riempimento del mezzo di contrasto. E' possibile vedere la formazione di piccoli vasi, uno in particolare a sinistra, che possono essere interpretati come circoli collaterali.
Vedi Coronarografia

042 - Placca coronarica - Stenosi 70%

042 - Coronarie e Coronarografia - Placca coronarica - Stenosi 70%

Coronarografia: visualizzazione delle arterie coronarie mediante l'immissione in esse di un mezzo di contrasto. In questo particolare vediamo la presenza di una stenosi per una placca stenosante nella misura di circa il 70%, poco prima di una biforcazione. Il flusso di sangue va dall'alto verso il basso.

043 - Placca invisibile - Vista macroscopica

043 - Coronarie e Coronarografia - Placca invisibile - Vista macroscopica

Un'arteria può essere in parte ostruita da una placca. In questo caso l'arteria è ostruita da una placca eccentrica della quale vediamo la parte centrale ("core"). La parte libera dell'arteria ha un aspetto rotondo come la sezione di un'arteria normale. Se faremo la coronarografia, in questo caso, il mezzo di contrasto inietterà la parte libera e ci farà vedere un'arteria falsamente normale, solo giudicata più piccola. In realtà l'arteria è ammalata in modo importante, e non avremo la possibilità di verificarlo.
Vedi Coronarografia.

044 - Formazione di circoli collaterali

044 - Coronarie e Coronarografia - Formazione di circoli collaterali

Coronarografia. L'arteria coronaria è occlusa: il flusso di sangue è dall'alto a destra verso il basso a sinistra. Molto ben visibili i circoli collaterali: una specie di vie alternative che però riusciranno solo in piccola parte a recuperare il flusso. Infatti i vasi piccoli, anche se numerosi, causano, a motivo del loro piccolo calibro, una alta resistenza al flusso. Quindi il flusso, se pur presente a valle come dimostrato dal fatto che il vaso di inietta, sarà a pressione molto bassa, e quindi spesso insufficiente per una irrorazione del tessuto relativo interessato.

045 - Arteria con grossa placca e spasmo - Istologia

045 - Aterosclerosi e Arteriosclerosi - Arteria con grossa placca e spasmo - Istologia

In questo preparato istologico vediamo un'arteria quasi completamente ostruita da una placca eccentrica. La parte di parete arteriosa rimasta indenne ha avuto uno spasmo. Di conseguenza il calibro dell'arteria, già critico, si è ridotto ulteriormente.

046 - Formazione del trombo - 1

046 - Trombosi ed Embolia - Formazione del trombo - 1

Formazione del trombo. Si vede il sangue: le cellule rotondeggianti senza nucleo sono i globuli rossi; quelle con il nucleo sono i globuli bianchi. E' presente, nella parte centrale un piccolo gruppo di piastrine. Fra le piastrine si nota anche un piccolo tralcio di fibrina.
E' la prima fase della formazione del trombo.
Vedi Trombosi.

047 - Formazione del trombo - 2

047 - Trombosi ed Embolia - Formazione del trombo - 2

Formazione del trombo. A un maggiore ingrandimento si vede la formazione iniziale di piccoli tralci di fibrina. Accanto vediamo qualche piastrina, e tutto intorno i globuli rossi.
Vedi Trombosi.

048 - Formazione del trombo - 3

048 - Trombosi ed Embolia - Formazione del trombo - 3

Formazione del trombo. I tralci di fibrina sono aumentati e costituiscono già un ostacolo, se pure ancora piccolo, alla libera circolazione del sangue. Si vedono infatti piccoli ammassi di globuli rossi "addosso" ai tralci di fibrina.
Vedi Trombosi.

049 - Formazione del trombo - 4

049 - Trombosi ed Embolia - Formazione del trombo - 4

Formazione del trombo. Il tralcio di fibrina, nella parte centrale dell'immagine, impedisce il libero movimento dei globuli rossi, che si ammassano da una parte e dall'altra. L'ostacolo al flusso si accentua.
Vedi Trombosi.

050 - Formazione del trombo - 5

050 - Trombosi ed Embolia - Formazione del trombo - 5

Formazione del trombo. Il reticolo di fibrina è molto consistente e i globuli rossi sono sempre più impediti nel loro movimento. E, in parte, rimangono intrappolati nello stesso reticolo di fibrina.
Vedi Trombosi.