Il
cuore è una pompa muscolare che
si rilascia e si contrae circa 100.000
volte nelle 24 ore.
Questa attività
può essere esaminata e controllata, come prima osservazione,
valutando 2 parametri del funzionamento del cuore: la frequenza
[356]
e il ritmo [356].
FREQUENZA
Si
definisce frequenza il numero dei battito per minuto.
Normalmente questo numero non è fisso.
Esso, infatti, varia continuamente in base alla necessità dei
tessuti di essere riforniti di sangue. Quando essi
avranno un'attività superiore alla norma (tessuto muscolare
nell'esercizio fisico, apparato digerente al momento dell'assunzione
del cibo) il cuore dovrà aumentare il numero dei suoi battiti
per minuto, e cioè la propria frequenza, per pompare più sangue verso i tessuti.
Durante la notte, quando anche il cuore rallenta la sua attività,
anche la frequenza cardiaca diminuisce.
La frequenza cardiaca, nel DNA di ognuno, può
essere "impostata" in modo diverso: o più bassa (bradicardia),
o più alta (tachicardia) [357]
[484]
[506].
Il range normale della frequenza cardiaca è
tra 60 e 100 battiti per minuto. Quando
si è più vicini a 60 si ha bradicardia, quando si è
più vicini a 100 si ha tachicardia. Sotto i 60 bpm o sopra
i 100 bpm si esce dal range dei valori normali e si entra in quello
dei valori patologici.
Talvolta si ha il battito cardiaco più affrettato durante la inspirazione rispetto alla espirazione: reperto tipico negli adolescenti. Questo fatto si chiama "aritmia sinusale" e nel caso deli adolescenti scompare con la crescita.
Normalmente il cuore, come altri organi o apparati non controllati
dalla nostra volontà, è sotto il controllo di una sezione
del sistema nervoso, chiamata Sistema Nervoso Vegetativo (SNV) o Sistema
Autonomo (SNA).
Il SNV ha, a sua volta, 2 sezioni. la sezione simpatica
e quella parasimpatica (o vagale). L'azione
della sezione simpatica ha sul cuore un effetto di stimolazione,
e quindi la frequenza cardiaca tenderà ad aumentare; l'azione
della sezione parasimpatica ha invece sul cuore un effetto di inibizione,
e quindi la frequenza cardiaca tenderà a diminuire. Il bilanciamento
delle due sezioni è diverso da soggetto a soggetto e darà
la frequenza cardiaca di base di quel soggetto. E' peraltro da ricordare
che il cuore ha una prevalenza di fibre simpatiche, quasi a "garanzia" che il cuore non abbia il rischio di fermarsi.
Una frequenza cardiaca troppo
bassa (<60) o troppo alta (>100) richiede un esame medico approfondito per capire quale può essere la patologia di origine.
Una forma di tachicardia
abbastanza frequente è la tachicardia parossistica sopraventricolare
(TPSV) [501].
La sintomatologia ad essa ri8feribile è descritta dal Paziente
come molto fastidiosa. Si comprende perchè: il cuore, infatti,
ha una fase diastolica (di rilasciamento) molto breve. Ci saranno
pertanto difetti anche di ossigenazione, poichè il flusso di
sangue attraverso le coronarie è essenzialmente diastolico.
La tachicardia ventricolare infine, così definita anche quando sono presenti solo brevi runs [500] è una condizione molto importante, perchè può preludere ad una fibrillazione ventricolare e ad un arresto cardiaco.
Sembra
che ci sia anche una correlazione tra frequenza e durata della vita
[421].
RITMO
Il
ritmo cardiaco è la cadenza dei battiti
stessi [356],
che può essere regolare o irregolare [358]
[359],
e in questo caso si parla di aritmia.
Il ritmo normale si definisce anche "ritmo
sinusale". Questo vuol dire che ogni battito cardiaco
prende origine dal nodo seno-atriale, che è il pacemaker (segnapassi)
naturale del cuore.Ma ogni altra parte della struttura del cuore può
generare uno stimolo di eccitazione alla contrazione. In questo caso
tale stimolo potrà produrre un disordine, che si manifesterà
come una alterazione del ritmo. Tipico esempio di questo disordine
è la cosidetta "extrasistole". Ma disordini del ritmo,
e quindi aritmie, sono il flutter e la fibrillazione atriale, e la
fibrillazione ventricolare.
Una particolare aritmia, definite "aritmia sinusale" è
solo una cadenza non ritmica dei battiti, ma non è espressione
di malattia cardiaca. I disordini ben definiti del ritmo, invece,
e cioè le aritmie in genere, sono da conseiderare importanti,
perchè potrebbero dar luogo, in certi casi, ad aritmie complesse,
fino anche all'arresto cardiaco.
|