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Il Forum è un'area di discussione,
nella quale ciascuno può intervenire ed esprimere la propria opinione


L'Esperienza

Quante volte si parla di esperienza, esperienza, esperienza.
Si pensa, e anche si crede, che quando si è introdotti a fondo
in una attività, in un tipo di comportamento,e, in sostanza, nella vita,
l'esperienza sia un titolo di credito automatico, quasi "dovuto".
Falso: l'esperienza non è ciò che ci accade, ma l'uso che facciamo di ciò che ci accade.
Non è quindi la quantità dell'esperienza che può farci navigare meglio nella vita,
ma l'interpretazione intelligente, corretta e saggia di ciò che ci accade tutti i giorni.
Da questa interpretazione scaturirà
il giusto nostro comportamento in quella determinata situazione
per avere un futuro con il minor numero di errori e il maggior numero di successi.


Il Malato e l'Ospedale
Il rapporto Medico-Paziente

   Un rapporto spesso difficile; in molti, troppi casi, ormai arrivato al punto di rottura. Anche se, ancora in tanti casi, il Malato apprezza ciò che ha trovato nell'Ospedale, e il modo con il quale è stato curato. Anche il modo con cui è stato trattato? Questo, forse, un pò meno. A conferma che è il rapporto tra Malato e Medico che troppo spesso deve essere ricostruito. In fondo, se ci pensiamo bene, dovrebbe essere questa la vera riforma. O meglio, il suo DNA, il codice di input. Una riforma generata da questo principio, non fallirebbe. Perchè, prima ancora del rapporto tecnico, strettamente professionale, tra Medico e Malato, è il rapporto umano che conta, e riveste una posizione preminente. E' questa infatti la spiegazione del perchè molti falsi medici, con lauree false o mai conseguite, ma grandi comunicatori, e ricchi dal punto di vista umano, hanno ottenuto quasi sempre grandi successi, fino a quando non hanno dovuto interrompere bruscamente la loro attività, perchè scoperti dalla legge. Il lato umano di qualunque professionista è sempre importante: prima ancora, direi, di quello professionale e tecnico in senso stretto. Ritorniamo un momento sui falsi medici: un'altra ragione dei loro successi è che si sono occupati, in qualche modo, dell'essere umano. E magari sono riusciti a guarirlo in qualche modo.    Dovrebbe sempre essere ricco umanamente qualunque professionista: ma un falso avvocato, un falso architetto, un falso ingegnere, un falso commercialista, anche se lo fossero, non potrebbero fare un passo solo entrando nell'anima del loro interlocutore.
   La Medicina, invece è una scienza, ma anche un'arte, e il Medico può entrare là dove professionisti di altre qualità non possono. Ecco quindi la grande responsabilità del Medico, figura professionale unica: spesso, prima ancora di una prescrizione tecnicamente perfetta, può contare di più tenere un pò stretta la mano del Malato, con affetto sincero. Un affetto per chi soffre, un tipo di affetto che deve essere il patrimonio principale del Medico se vorrà essere un buon Medico. E che dovrebbe essere, per lui, una dote naturale, proprio perchè è un Medico. Altrimenti potrà essere anche bravo professionalmente, ma sarà sempre un Medico a metà.


Un modo per uccidere due volte

   Troppo spesso, quasi sempre, quando accade un assassinio, e qualunque essere umano riguardi, si usano parole improprie (a dir poco): freddato, giustiziato, gambizzato, fatto fuori, eliminato. Poi le grandi Autorità parlano del solito CORDOGLIO. Ma non c'è alcuno che dica quanto è offensivo per la memoria di coloro che non ci sono più essere commentati con quei verbi e quegli aggettivi.    Adatti, forse, a un libro giallo, ma orribili se applicati al commento di un atto che può essere definito solamente ASSASSINIO. E' quasi un modo per banalizzare il dolore dei sopravvissuti, e per offendere la loro memoria. Un modo per uccidere due volte.


Una ricetta per la società di oggi che è malata

   Due sono i "farmaci" che prescriverei: Buona senso e Buona volontà. Ma, a causa dell'orgoglio e della superbia, sono quasi introvabili. Ecco perchè andiamo male.
"La superbia è una appropriazione indebita" diceva San Giovanni Bosco.
   E la migliore Carta Costituzionale per uno Stato quale potrebbe essere?
Non c'è dubbio: i 10 Comandamenti. Se fossero puntualmente scomparirebbero tutti i mali.


Figliol Prodigo
(Tela del Guercino)

Dal "Tempio di Don Bosco" - Dicembre 2004 - N° 10: La Violenza

"...La violenza è il terribile prodotto della mancanza di amore e di perdono. In ogni istante, sulla terra, c'è uccisione, sangue, pianto, lutto, per la cattiveria umana. Rancori che si tramandano come patrimonio nazionale, culturale e familiare, fin quando non sfociano nella violenza...
  Non si tratta soltanto, quindi, di non compiere azioni vendicative, ma sopratutto di prevenirle, purificando mente e cuore da ogni pensiero, o progetto inquinato dall'odio, rifiutando con coraggio pensieri e auspici di male e ritorsioni. A costo, anche, di passare per deboli e sconfitti! Ma la pace ha un prezzo.
  Non è la volontà di fare il male che deve prevalere, ma prima ancora la volontà di fare il bene.
  Ricordando il secondo Comandamento: Ama il prossimo tuo come te stesso."


Messaggio mandato in onda nella trasmissione
"Cardiologia per Tutti", Anno N° 12, N° 429 del 1 Gennaio 2005

Per ascoltare il file musicale collegato ("Amazing Grace") fare click sulla prima immagine



 

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   Un visitatore di questo website, del quale purtroppo è andato perduto il testo del messaggio, criticò il fatto che la fotografia dell'autore compaia spesso in alto a sinistra, in varie finestre. Egli disse che, in qualche modo, questa era un'apologia dell'autore verso sè stesso.

   Non è così: la fotografia compare spesso avendo il significato e lo scopo di rendere la lettura dei vari testi meno fredda, e più amichevole: come se fosse l' autore che parlasse personalmente, invece che con sole parole sullo schermo.



 

 


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