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Emorragia  Cerebrale


   L'aterosclerosi dei vasi cerebrali può portare all'infarto cerebrale, cioè a un danno permanente del tessuto cerebrale causato da una occlusione dell'arteria che lo rifornisce in quel determinato distretto.

   Tuttavia sappiamo che la ipertensione arteriosa modifica le arterie cerebrali (arteria a "fila di salsicce" [***]), e può dar luogo alla formazione di microaneurismi vascolari. Ognuno di questi, anche se non con facilità, può rompersi e causare un danno al tessuto cerebrale circostante il punto di rottura. Il danno è irreversibile perchè le cellule cerebrali sono perenni, e una volta distrutte, non possono rigenerarsi. L'entità del danno dipende dal punto di rottura e dal tipo di distretto cerebrale interessato (putamen, talamo, nucleo caudato, ponte, capsula interna, corteccia).

  Esiste poi la possibilità, abbastanza frequente, di una emorragia subaracnoidea.
Il cervello è avvolto da tre membrane (meningi): una esterna, chiamata dura madre, una interna, chiamata pia madre, e una terza tra le due prime, chiamata aracnoide* (dal greco, "simile a tela di ragno", Ippocrate). L'emorragia subaracnoidea origina nella vascolatura dell'aracnoide.

   L'emorrgia subaracnoidea colpisce più spesso il genere maschile e lìetà media.

   L'emorragia cerebrale è la più grave delle complicazioni della ipertensione arteriosa, con una mortalità dell'80%.


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