[442] [566] [567] [569] [443] [568] [444] [199] [348] [570] [571] [572] [205] [573]
GENERALITA' su CIRCOLAZIONE e RESPIRAZIONE
La maggiore fonte energetica dei tessuti di tutto il corpo è l'ossigeno. Questo viene portato ai tessuti stessi con il sangue, pompato in modo ritmico, circa 100.000 volte al giorno, dal cuore nelle arterie [001] [003]. Poi il sangue, desaturato di ossigeno e saturato con anidride carbonica, ritorna al cuore, nella sua metà destra [001] [002]. Essendo il circuito chiuso e la massa di sangue costante, circa 5 litri, questo sangue, arrivato all'atrio destro , viene pompato dal ventricolo destro nei polmoni, dove, con la respirazione, viene eliminata l'anidride carbonica e viene assunto l'ossigeno [002]. A questo punto il sangue ritorna al cuore, all'atrio sinistro e passa nel ventricolo sinistro, per essere pompato nuovamente, ricco di ossigeno, verso i tessuti.
Le fasi di lavoro del ventricolo sinistro sono il riempimento (diastole) e la contrazione (sistole). Tali funzioni possono essere alterate per:
1 - Le pareti muscolari del Vsx sono "ingrossate", ipertrofiche, come accade nei casi di ipertensione arteriosa e di stenosi valvolare aortica: in questo caso la camera ventricolare ha dimensione ridotta e non è in grado di accogliere, durante il rilasciamento, tutto il sangue che arriva dai polmoni come avveniva in condizioni normali. Questa si chiama "Disfunzione diastolica del ventricolo sinistro".
2 - Le pareti muscolari del ventricolo sinistro hanno una capacità di contrazione diminuita, come avviene a seguito di infarto miocardico, o di dilatazione del ventricolo stesso. Questa è la "Insufficienza ventricolare sinistra".
In ambedue queste condizioni, sia quando il sangue non può riempire il Vsx come dovrebbe, sia quando il Vsx stesso non può pompare il sangue nelle arterie con la forza giusta, si instaura, a livello del ventricolo sinistro, una difficoltà di flusso, come un "ingorgo stradale", che, come sempre in questi casi, si trasmette a monte: in questo caso sulla circolazione polmonare. Qui la pressione del sangue, che normalmente è di 8-12 mmHg, si eleva. Le proteine del plasma, legandosi all'acqua, trattengono l'acqua stessa dentro i vasi con una pressione che è chiamata "colloidosmotica" e che è di 28 mmHg.
Quando il ventricolo sinistro [002]
perde la sua forza di contrazione, e quindi non riesce ad accogliere in modo congruo tutto il sangue che gli arriva dai polmoni perchè immettere in
aorta tutto il sangue che gli arriva dai polmoni attraverso l'atrio
sinistro, si andrà incontro a una discrepanza tra quantità
di sangue che riempie il ventricolo e quantità di sangue che
riesce ad essere espulsa, a partire dallo stesso.
La conseguenza sarà che il sangue che continua ad affluire
dai polmoni troverà un "ingorgo di
traffico" nella camera ventricolare sinistra e questo ostacolo
si trasmetterà in modo inevitabile a monte, verso il circolo
polmonare. Si eleverà, pertanto, la pressione
del sangue nel circolo polmonare stesso, finchè una parte
di acqua non potrà più essere trattenuta dentro i vasi
polmonari e uscirà, invadendo gli alveoli polmonari, con la conseguenza
di grave difficoltà o inpossibilità di scambi ossigeno-anidride
carbonica e quindi grave crisi respiratoria. Si realizza quindi una
delle più gravi emergenze cardiovascolari: l'edema
polmonare acuto [205].
Si deve ricordare che, in caso di stenosi delle arterie renali bilaterale c'è anche il pericolo di edema polmonare acuto, e la rivascolarizzazione delle arterie renali elimina questo pericolo
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