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E C G

Elettro Cardio Gramma


STORIA

   Si può affermare che Wilhelm EINTHOVEN fu l'ideatore dell'ECG, la registrazione elettrica dell'attività del cuore, con un particolare strumento che egli chiamò "galvanometro a corda" [960].
    Johannes BOSSCHA, uno dei maestri di EINTHOVEN, suggerì allora di usare le esistenti linee telefoniche per collegare l'ospedale al laboratorio di fisiologia di EINTHOVEN. Questa idea aumentò l'utilizzazione clinica dello strumento di EINTHOVEN rendendo possibile fare fare studi elettrocardiografici in pazienti ospedalizzati.

   In 10 anni di studi clinici di EINTHOVEN con il suo galvanometro a corda, il potenziale della elettrocardiografia fu realizzato. Molte aritmie furono identificate, e l'associazione della inversione della onda T con l'angina e l'aterosclerosi furono identificate nel 1910.
    Il “Padre della elettrocardiografia” fu onorato con il Premio Nobel per la Medicina nel 1924. I suoi importanti contributi furono il fondamento per le grandi scoperte del XX secolo e ulteriori acquisizioni nel campo della cardiologia.         
   Einthoven ebbe poi un collegamento durato una ventina di anni con Sir Thomas LEWIS, grande clinico e aritmologo inglese.

   Ricordo anche un altro grande dell'elettrocardiografia, William CRAIB, del Laboratorio di Cardiologia dell'Ospedale John Hopkins di Baltimora (borsa di studio della Rockfeller Foundation). Egli capì come funzionava la fibrocellula muscolare cardiaca ed elaborò la teoria del dipolo, contrapposta a quella della membrana, di Bernstein, pubblicata da “Heart” nel 1927.
   A un congresso a Stoccolma ci fu un duro e storico contrasto tra lui ed Einthoven, che lo trattò con superbia e malissimo. Einthoven troncò la discussione con CRAIB rispondendo “I must go” "devo andare". Chiuse la sua vita terrena in quello stesso anno.


SIGNIFICATO dell'ECG

  L'elettrocardiogramma [354]è la registrazione dell'attività del cuore,e quindi della sua normalità e/o della sua patologia. L'attività del muscolo cardiaco produce correnti elettriche a basso potenziale. Queste correnti possono essere rilevate alla periferia del corpo, amplificate, e rese visibili graficamente [352].
   L'ECG, durante o dopo la registrazione, viene stampato su carta millimetrata, divisa in tanti piccoli quadrettini, che esprimono la misura del tempo in senso orizzontale [473], e la misura del potenziale elettrico (voltaggio) in senso verticale [474]. Ciò che vediamo registrato esprime l'attivazione degli atri [478], e l'attivazione dei ventricoli [479]. Il risultato finale è che noi possiamo vedere, con l'attivazione degli atri e dei ventricoli, l'attivazione totale del cuore [480]. Nel dettaglio [480], l'onda P esprime l'attivazione degli atri [478], il complesso QRS l'attivazione dei ventricoli [479], l'onda T [480] non è espressione di alcuna contrazione del cuore (depolarizzazione), ma di "ricarica elettrica" (ripolarizzazione) della fibrocellula muscolare cardiaca.
   L'elettrocardiografo, lo strumento che ci mostra l'elettrocardiogramma, è collegato con dei cavetti conduttori di corrente elettrica che rilevano l'attività elettrica del cuore e che sono collegati al corpo del Paziente con dispositivi chiamati elettrodi. Quindi, è importante ricordare che l'elettrocardiografo, con i suoi cavetti, non trasmette corrente elettrica verso il corpo umano, ma, al contrario, la riceve dal corpo stesso e dopo averla amplificata, la registra.

   Nell'ECG abbiamo 12 derivazioni, 6 "standard" e 6 "precordiali". Ci sono quindi 12 configurazioni grafiche. Perchè? Facciamo un esempio [351]: se chi osserva un elefante è di fronte alla sua testa vedrà le orecchie dell'animale e la sua proboscide; se l'osservatore è dietro vedrà la coda; se è di fianco vedrà essenzialmente la grande pancia della bestia. Così è per l'ECG: se vediamo solo 2 o 3 derivazioni elettrocardiografiche abbiamo una informazione parziale del cuore; se abbiamo invece, come accade, 12 derivazioni avremo un'idea completa del cuore [355] [481].



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