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Disfunzione  Diastolica  e  Sistolica 
del  Ventricolo  Sinistro


    Disfunzione: difettoso funzionamento di qualcosa. Nel nostro caso si parla del ventricolo sinistro, la camera inferiore sinistra del cuore. Ricordo che la pompa cardiaca ha 4 camere, e può essere utile ora controllare come funziona l'apparato cardiovascolare guardando l'immagine [002].

 

   Quando il sangue arriva all'atrio sinistro attraverso le vene polmonari, riempie l'atrio stesso e poi passa nel ventricolo sottostante attraverso l'ostio* mitralico e la valvola mitrale [115]. In questa fase il muscolo cardiaco è in rilasciamento (diastole) appunto per potersi riempire al meglio. La pressione di riempimento sale nel ventricolo sinistro fino a far aprire la valvola aortica e immettere così sangue nell'albero arterioso. Naturalmente, in caso di ipertensione arteriosa, la pressione alla radice dell'albero arterioso (tratto iniziale dell'aorta) sarà più alta e ci vorrà un maggior lavoro da parte del muscolo cardiaco ventricolare sinistro per far fluire il sangue nell'albero arterioso.

 

   In condizioni normali di pressione arteriosa tutto funziona normalmente, come si può vedere nella parte sinistra della immagine [115]. Ma, quando la pressione arteriosa è più alta del normale, per un tempo prolungato, gradualmente la muscolatura della parete ventricolare sinistra è costretta a ingrossarsi (Ipertrofia ventricolare sinistra, o Malattia di CORVISART). Questo si può vederlo nella parte centrale della immagine [115]. L'aumento di spessore, come conseguenza immediata, porta ad una diminuizione della cavità ventricolare sinistra, che quindi avrà una minore capacità di riempimento distolico, sia per le diminuite dimensioni della cavità ventricolare sinistra che per la minore capacità di rilasciarsi della parete vetricolare sinitra ingrossata.

   Si realizza così una difficoltà al corretto riempimento del cuore, e cioè una disfunzione. E, poichè questa avviene durante la distole, si parla di disfunzione diastolica del ventricolo sinistro.

   Questa situazione può essere in parte recuperabile: dipende, naturalmente, dai tempi e dai modi di intervento. Se, invece, la situazione sopra descritta progredisce, gradualmente si va incontro a un sempre maggiore impegno del ventricolo sinistro, finchè questo, che possiamo paragonare ad una molla, non potrà più sopportare il carico di lavoro. A quel punto il ventricolo sinistro più o meno rapidamente, si dilaterà (parte destra della immagine [115]) e la cavità ventricolare diventerà sempre più grande consentendo un riempimento sempre maggiore della cavità stessa.

    Purtroppo, nello stesso tempo, e la cavità ventricolare diventerà sempre più grande, e si andrà incontro a una discrepanza tra quantità di sangue che riempie il ventricolo e quantità di sangue che riesce ad essere espulsa, a partire dallo stesso. Il ventricolo non ce la fa a inviare in aorta che una parte del sangue che riceve. La conseguenza sarà che il sangue che continua ad affluire dai polmoni troverà un "ingorgo di traffico" nella camera ventricolare sinistra e questo ostacolo si trasmetterà in modo inevitabile a monte, verso il circolo polmonare. Si eleverà, pertanto, la pressione del sangue nel circolo polmonare stesso, finchè una parte di acqua non potrà più essere trattenuta dentro i vasi polmonari e uscirà, invadendo gli alveoli polmonari, con la conseguenza di grave difficoltà o inpossibilità di scambi ossigeno-anidride carbonica e quindi grave crisi respiratoria. Si realizza quindi una delle più gravi emergenze cardiovascolari: l'edema polmonare acuto [205].

   Tutto il quadro sopra descritto è la disfunzione sistolica del ventricolo sinistro.


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