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Cuore e Mare |
| Premesso che questo sarà un capitolo brevissimo, vediamo che cosa può interessare il cardiopatico che si trasferisce per un soggiorno temporaneo in una località marina. L'organismo umano è capace di realizzare moltissimi meccanismi di compenso per adattare sopratutto il proprio apparato cardiovascolare alle variazioni di ambiente, per poter mantenere l'omeostasi*, cioè il mantenimento del proprio ambiente interno costante, quando variano le condizioni dell'ambiente esterno (Claude BERNARD e Walter CANNON). Questo accade sempre e dovunque. Nel caso dell'ambiente marino l'adattamento, per il cardiopatico è più semplice perchè la pressione atmosferica, e quindi la pressione parziale di ossigeno, a livello del mare, è ottimale. Quindi, in questo caso, non esistono le difficoltà che ci sono in montagna, specie ad altezze considerevoli sul livello del mare. L'unica particolarità che il cardiopatico deve osservare, è quella di non sottoporre il proprio corpo a temperature alte e a tassi eccessivi di umidità. Si puo aggiungere che occorre stare molto attenti all'esposizione al sole per periodi troppo lunghi, e in ore del giorno non adatte. Le migliori scelte sono quelle delle prime ore del mattino me quelle del tardo pomeriggio. |
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