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By-Pass Aorto-Bifemorale |
| Quando ci siano lesioni ostruttive delle due arterie iliache [456] non in altro modo trattabili, si ricorre al bypass aortobifemorale con una protesi a "Y" [106] in dacron dall'ultimo tratto dell'aorta addominale alle due arterie iliache, a valle delle stenosi ostruttive.
Le malattie delle arterie che portano sangue agli arti inferiori sono essenzialmente malattie ateromasiche, con sviluppo di ateromi, o placche, che arrivano gradualmente a obliterare* il lume stesso del vaso e a determinare deficit di flusso, anche gravi, agli arti inferiori [456]. Naturalmente queste malattie non mettono a rischio la vita, ma possono essere, anche gravemente, invalidanti. La stenosi delle arterie che portano il flusso agli arti inferiori (ultimo tratto dell'aorta addominale, iliache, femorali) via via che sono più serrate, danno il classico sintomo della "claudicatio intermittens" (zoppicamento intermittente). Infatti è tipica di questi soggetti la limitazione a percorrere a piedi una certa determinata distanza. La gravità della lesione stenotica è di solito calcolata dalla distanza che può percorrere, camminando, il soggetto interessato: si va dai 100 metri fino a pochi metri. Caratteristica della claudicatio intermittens (per questo si chiama così) è che, se il soggetto si ferma, il dolore scompare e l'interessato può camminare ancora, anche se comparirà nuovamente il dolore che lo costringerà a femarsi di nuovo. Se esaminiamo la storia naturale di queste arteriopatie ostruttive vediamo che le lesioni stenotiche sono di solito destinate a estendersi occupando anche lunghi tratti del vaso. Gli interventi chirurgici previsti sono il bypass aortobifemorale, il bypass femoro-popliteo e il bypass femoro-distale. Viene applicata una protesi in dacron [106] L'angioplastica, sia pure con stent, può essere praticata solo per esioni limitate; peraltro l'esito a breve e medio termine è incerto. @@@ Vedere anche l'argomento "Aneurisma dell'Aorta Addominale" |
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