Quando
siamo di fronte a un Paziente con stenosi coronariche
importanti, oltre il 75-80%, specie se multiple, occorre spesso
ricorrere alla chirurgia, che prevede l'applicazione di un tratto
di vaso (graft*) prelevato da un altro
distretto dello stesso Paziente. Si parla, in questo caso, di By-Pass
Aorto-Coronarico, perchè l'innesto viene fatto dall'aorta alla
coronaria ammalata, in un punto dopo la stenosi della coronaria stessa
[104]
[105]
[106].
Il vaso utilizzato era un tempo solo la vena safena*,
che, prelevata da una gamba, e opportunamente preparata, veniva a
costituire un "ponte" tra l'aorta e la coronaria ammalata,
innestato a monte nella radice aortica, e a valle nel tratto di arteria
coronaria sana, topograficamente dopo la stenosi.
Nei casi di lesione stenotica del tronco
comune del distretto coronarico di sinistra, occorre sempre
intervenire chirurgicamente.
L'operazione di CABG richiede
la circolazione extracorporea, per poter fermare il cuore.
E' un intervento che si svolge all'esterno del cuore, sulla sua superficie
(epicardio*) dove corrono le arterie coronarie maggiori. Il cuore
non viene aperto. Tuttavia, negli ultimi anni si è introdotta
la chirurgia "a cuore battente" senza la circolazione extracorporea.
Pur riconoscendo che la circolazione extracorporea presenta qualche
lato negativo, è evidente la possibilità di lavorare
con maggiore precisione, a cuore fermo e visibile, in una chirurgia
delicata e i cui esiti a distanza dipendono indubbiamente anche dalla
precisione di esecuzione.
Forse vale la pena di riportare, a questo proposito,
l'opinione di Denton A. Cooley [298]: "Non si capisce perchè uno debba
fare un lavoro delicato in una barca che dondola, quando lo può fare sulla terraferma".
Dopo
l'intervento è necessario instaurare la terapia
antitrombotica antiaggregante piastrinica, altrimenti il graft
può ocludersi nel 20% dei casi entro un mese, e nel 40% dei
casi entro un anno.
Molti sono i fattori che intervengono sulla possibilità
di occlusione dei grafts dopo un intervento di CABG: i più
importanti sono la tecnica operatoria e il tipo di graft. Infatti,
poichè la struttura di un'arteria è simile a quella
di una vena, ma con caratteristiche diverse, sopratutto della parete
media, dovendo l'arteria sopportare pressioni del sangue più
alte, il graft venoso non è, diciamo così, "omogeneo".
Infatti, a CABG realizzata abbiamo arteria-vena-arteria. E' quindi
interessante che, orma da molti anni,, quando possibile, si adotti
un graft arterioso (arteria mammaria
interna sinistra [276],
(LIMA)* o destra (RIMA)*. Un graft di questo tipo ha sicuramente una
durata maggiore e presenta meno rischi di occlusione precoce o tardiva.
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