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Apparato  Renale


   L'apparato renale [716] [237] [236] [715] [721] ha essenzialmente due funzioni:
1 - Escrezione dei prodotti terminali del metabolismo corporeo
2 - Controllo della concentrazione dei liquidi e dei loro soluti nell'organismo

   Per descrivere il rene e la sua funzione è sufficiente comprendere gli aspetti della sua unità funzionale: il nefrone [718]. Sono presenti, infatti, nei reni, 2.000.000 di nefroni. Il nefrone è una piccola struttura che provvede alla filtrazione del sangue, alla raccolta del filtrato, e alla scelta, in tale filtrato, di quello che deve venire riassorbito perchè non deve essere perso, e di quello che invece deve essere eliminato. Il prodotto finale (liquido e soluti) viene raccolto da dotti collettori. Ogni dotto collettore raccoglie il prodotto finale di circa 400 nefroni, e in ogni rene ci sono circa 250 di questi dotti collettori, e quindi 1.000.000 di nefroni. Essendo i reni in numero di 2, ecco come si arriva a un totale di 2.000.000 di nefroni in entrambi i reni. Dai dotti collettori il liquido e i soluti arrivano in una grande "vasca" di raccolta, la pelvi renale. Da qui, attraverso l'uretere il liquido, che è ormai urina, arriva in vescica, da dove sarà ritmicamente eliminato.

   Ogni nefrone [718] [719] è costituito da una arteriola afferente che forma un piccolo gomitolo senza soluzione di continuità, e che poi continua ina arteriola, chiamata efferente, all'altro capo del piccolo gomitolo. Questo è contenuto nella capsula di BOWMAN, che raccoglie il filtrato che prende poi la via del tubulo, che, pur essendo continuo, ha parti diverse: tratto prossimale*, ansa di HENLE, ramo discendente, ramo ascendente, ramo distale*. A questo punto il filtrato rimasto, (il tubulo ha la funzione di recuperare acqua e soluti che non debbono andare perduti), viene convogliato nel dotto collettore, comune ad altri circa 400 nefroni. Da qui, come detto, tutto arriva nella pelvi renale, e, attraverso gli ureteri, destro e sinistro, in vescica [715].

   Filtrazione e riassorbimento selettivo: questa la funzione essenziale del rene, svolta attraverso i nefroni, che sono le sue unità funzionali [723] [722] [721]. Oltre il 99% dell'acqua e dei soluti filtrati nella capsula di BOWMAN vengono riassorbiti nella lunga parte tubulare, in tutte le sue sezioni [719] [720].
    Il flusso medio, in un uomo di 70 kg è di 1200 ml per minuto, cioè circa 180 litri al giorno. Essendo la massa [717] sanguigna di circa 5 litri, il flusso renale è circa il 20%. La pressione, nell'arteriola afferente, è di circa 100 mmHg, poi cade, nell'arteriola efferente, a circa 60 mmHg. In ogni caso, dei circa 180 litri filtrati in 24 ore, solo 1,8 litri diventano urina. Per aumentare la capacità filtrante i capillari glomerulari hanno una struttura particolare: sono dotati di "fenestrae", piccole aperture che rendono i capillari glomerulari da 100 a 500 volte più permeabili dei comuni capillari. Il capillare glomerulare, subito sotto le "fenestrae" [724] [726] ha la membrana, che è altamente selettiva per differenti pesi molecolari. Oltre la membrana ci sono i "podociti" [725], cellule che completano la struttura. La membrana, per esempio, non lascia passare l'albumina (solo lo 0,5%) che ha un peso molecolare di 69.000. Le proteine non filtrano, e pertanto il filtrato glomerulare è praticamente uguale al plasma, eccetto che non contiene che quantità trascurabili di proteine.
    Quanto più aumenta il flusso attraverso i glomeruli, tanto più aumenta il filtrato. C'è comunque una autoregolazione della filtrazione glomerulare.
   A causa della autoregolazione del flusso, un aumento della pressone arteriosa oltre il valore di 160 mmHg può causare variazioni sostanziali del flusso. Una diminuizione della pressione arteriosa causerà una diminuizione della diuresi e un aumento della pressione arteriosa farà salire la quantità del filtrato. Così, se un aumento della pressione arteriosa oltre un certo limite causa un aumento del filtrato in quantità consistente, non aumenta in modo uguale il riassorbimento tubulare. Questo aumento della diuresi negli ipertesi è chiamato "diuresi da pressione".



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