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Apparato   Cardiovascolare
in
Estate


   Il corpo umano vive in un ambiente proprio, interno, che ha precisi parametri e precise condizioni che consentono il continuare della vita stessa. E' questo il concetto di omeostasi* concetto che definisce la capacità di autoregolazione degli esseri viventi, volta allo scopo di mantenere la stabilità del loro ambiente interno, concetto espresso per la prima volta da Claude Bernard che egli chiamò "Le milieu interieur". Ogni vita finisce quando queste condizioni di equilbrio interno sono alterate in un modo irreversibile.
    Tuttavia le condizioni interne del corpo umano risentono necessariamente delle condizioni dell'ambiente esterno circostante. Quindi è evidente che, perchè la vita continui in equilibrio, il corpo umano deve "difendere" la propria condizione interna quando le caratteristiche dell'ambiente esterno siano alterate, e comunque tali da influenzare quelle dellambiente interno. Si sviluppano allora, da parte del corpo umano, dei meccanismi di adattamento che, entro certi limiti, cercano di opporsi (feedback negativo*) alle alterate condizioni dell'abiente esterno e cercano di riportare l'organismo umano alla sua funzione normale.
Prima di comprendere l'effetto del calore dell'ambiente vediamo gli elementi basali della circolazione nel corpo umano [759] [760] [761] [762] [763] [764] [765] [766] [767] [768] [769] [770] [771] .
   Immaginiamo la parte centrale del corpo (il "core", centro, nucleo) raffigurata [757] nel rettangolo arancione. Come sappiamo la temperatura media è di 37°C. La cute, che avvolge il "core", lo delimita dall'ambiente esterno e lo difende anche dalle variazioni termiche dello stesso ambiente esterno, dovendo proteggere la temperatura interna e impedire che questa abbia variazioni in più o in meno incompatibili con la vita. Tuttavia, se la cute non avesse circolazione di sangue [757], avrebbe la stessa temperatura dell'ambiente (esempio: animali cosidetti "a sangue freddo" come i serpenti che al mattino si scaldano al sole).
    Ma la cute ha una crcolazione del sangue [758] e, nella vasodilatazione, può avere una temperatura anche di 8° C superiore a quella dell'ambiente esterno. Questa possibilità di aumentare la propria temperatura consente alla cute, sopratutto con il meccanismo della sudorazione e conseguente evaporazione, di disperdere calore. Questa possibilità è diminuita quando l'umidità eccessiva dell'ambiente esterno determina una evaporazione più limitata. In altri termini, quando l'umidità esterna è eccessiva non è che si suda di più: c'è solo una diminuita evaporazone del sudore. Questi principi sono applicati al condizionamento e alla refrigerazione dell'ambiente esterno in modo artificiale, per mezzo di macchine (condizionatori).

   Con le alte temperature [756] (come con quelle basse) aumentano i rischi per il cuore e per la circolazione. Questo perchè cuore e circolazione debbono adattarsi a condizioni fuori dalla normalità. La cute, se fosse una materia inerte, assumerebbe la temperatura dell'ambiente circostante (come accade negli animali "a sangue freddo")  [757]. Invece la cute ha una circolazione sanguigna e questo consente una dispersione di calore, [758] per i principi di seguito elencati.
    Quando un liquido evapora da una superficie, sottrae calore alla superficie stessa (per questo si soffia su qualcosa per raffreddare). Ecco il motivo della sudorazione: serve ad abbassare la temperatura del corpo: il sudore, evaporando, sottrae calore alla cute e quindi al corpo. Peraltro è evidente che la sudorazione causa una perdita di liquidi ( e quindi anche di sali minerali e di vitamine). Questa perdita di acqua causa una maggiore concentrazione delle cellule del sangue (un aumento relativo), e specialmente dei globuli rossi e delle piastrine. Questo fatto si chiama "ispissatio sanguinis" [772] [773] [774] [775] [776] [777], il cosidetto "ispessimento delm sangue", che diventa pertanto più "concentrato", più viscoso. La conseguenza è una maggiore possibilità di trombosi [778], in special modo arteriosa, sopratutto in soggetti predisposti.
   Negli ultimi 3 anni, nel periodo maggio-settembre, si è visto che l'incidenza è stata maggiore rispetto agli altri periodi dell'anno. Nel 2002 l'incidenza di eventi trombotici nei mesi maggio-settembre, ha raggiunto il 50% dei casi totali.



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