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Si
parla di Angina Stabile quando compare dolore di tipo anginoso transitorio con caratteristiche costanti nel tempo, nel senso
che i vari episodi sono simili e hanno durata di tempo simile, e insorgono
in seguito a carichi di lavoro analoghi.
Di consueto l'Angina Stabile è causata da una
stenosi di un'arteria coronaria dei rami maggiori, epicardici* (dislocati
sulla superficie esterna del cuore). Tale stenosi* è dovuta alla
presenza di una placca aterosclerotica che ostruisce il vaso, e la placca
stessa, per provocare sintomi di ridotto afflusso di sangue al muscolo cardiaco deve causare un restringimento del 70-80% e oltre.
Nel caso del tronco comune può essere sufficiente una stenosi
del 50%.
L'Angina Stabile si presenta molto più spesso
nei maschi (80%) che nelle femmine (20%). L'età più colpita
è dai 50 ai 60.
La crisi anginosa può durare da poco più di un minuto
fino a 15-25 minuti. Scompare se è rimossa la causa scatenante
(per esempio, se cessa il carico di lavoro improvviso) e/o se vengono
assunti nitroderivati per via sublinguale.
Il sintomo classico del dolore anginoso vero, non
è, come comunemente ritenuto dalla gente in genere, un dolore
"dalla parte sinistra del petto e al braccio sinistro", ma
un senso di costrizione e oppressione centrale, spesso irradiato alla
gola e frequentemente accompagnato dalla sensazione di non poter respirare.
Il dolore anginoso può mancare nel 70% dei
diabetici. La pressione arteriosa può innalzarsi anche in coloro
che di solito hanno valori normali: questo avviene per l'aumento della
frequenza cardiaca.
Nell'ECG si osserva spesso un sottolivellamento del
tratto ST e una negativizzazione dell'onda T. La prova da sforzo normale
può risultare negativa anche nel 20% dei casi; più sicuro
è il test da sforzo con nucleare, la Scintigrafia
Miocardica da Sforzo.
Se il Paziente non può eseguire movimenti fisici si adotta il
test farmacologico al dipiridamolo o alla dobutamina.
La terapia si avvale di nitroderivati, calcioantagonisti,
betabloccanti e antiaggreganti. E' naturalmente necessaria anche una
revisione e una correzione dei fattori di rischio. Se la terapia medica
non è sufficiente si ricorre alla cardiologia interventistica
(Angioplastica Coronarica) o alla cardiochirurgia
(By-pass aorto-coronarico).
ANGINA PECTORIS STABILE
L'aggettivo stabile si attribuisce ad una angina che è stata presente, senza variazioni, per 60 giorni o più.
Il cardiologo deve essere certo che il paziente ha avuto sempre, più o meno, le stesse crisi di dolore, della stessa durata e della stessa intensità. E sopratutto sempre in seguito allo stesso tipo di sforzo.
Infatti se, in seguito all'angina, il paziente ha diminuito la propria attività, e ha sempre lo stesso tipo di angina, ciò vuol dire che l'angina non è stabile, ma è aumentata perchè l'episodio anginoso viene raggiunto con un carico d lavoro più basso.
La situazione anginosa viene raggiunta perchè, nello stesso momento, aumenta la domanda e l'offerta è diminuita.
L'angina viene classificata in classe 1-2-3-4 secondo quanto stabilito dalla Canadian Cardiovascular Society.
Classe 1 ---------------------------------------------------------------------------
L'attività ordinaria non causa angina. Questa insorge solo con sforzi improvvisi, importanti e prolungati.
Classe 2 ---------------------------------------------------------------------------
Bisogna diminuire un pò la propria attività ordinaria per non avere angina, ma la limitazione non è importante. Non si può fare proprio tutto come si faceva prima, ma, ripeto, la limitazione delle proprie attività non è notevole.
Classe 3 ---------------------------------------------------------------------------
Bisogna limitare molto la propria attività per non avere angina. Si possono fare solo poche cose, perchè, se si fa di più, viene angina.
Classe 4 ---------------------------------------------------------------------------
Impossibilità di fare alcuno sforzo. L'angina può venire anche a riposo
Molti pazienti sotto i 70 anni, con angina stabile, è opportuno che siano studiati con una coronarografia, ma la valutazione deve essere fatta caso per caso
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