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Angina Instabile |
| Caratterizzata dalla presenza di crisi anginose che differiscono per momento di insorgenza, durata di tempo e intensità, e che in genere non insorgono dopo uno sforzo. E' una situazione spesso definita, dagli anglosassoni, "impending infarction". Parole che, al di là del significato letterale di "infarto imminente, incombente", vogliono esprimere la pericolosità di questa situazione, che deve essere al più presto affrontata, anche se può portare all'infarto di cuore in solo il 15% dei casi circa. La
metà di tutti i ricoveri in Unità di Terapia Coronarica
Intensiva sono riconosciuti in questa patologia. L'angina instabile, se
non trattata, comporta, a un anno, la mortalità di circa il 20%. La
crisi dolorosa può perdurare anche più di 30 minuti e le
caratteristiche del dolore sono sempre quelle del dolore anginoso classico.
Gli enzimi non sono aumentati, e tutto il resto degli esami, radiografia
del torace compresa, possono risultare normali. Fa naturalmente eccezione
l'ECG che dimostra quasi sempre alterazioni del tratto ST, come sottolivellamento
o sopralivellamento (Angina
di Prinzmetal). E' comunque da tenere ben presente che, anche in caso di successo del trattamento medico, deve essere fatta la coronarografia per conoscere nel dettaglio la situazione del flusso coronarico e decidere il trattamento che sarà indicato
Instabile significa che : 1 è comparsa da meno di 60 giorni 2 è aumentata come inensità e come frequenza 3 è venuta con sforzi più ridotti 4 è venuta a riposo, quando prima non accadeva. La situazione è di solito correlata ad una ostruzione che si sta chiudendo. Ciò che causa questa chiusura è di solito una ulcerazione della placca, uno spasmo, un trombo che si sta formando. Questi pazienti hanno molto maggiore rischio di infarto o di morte improvvisa di quelli che hanno un'angina stabile. A meno che non ci siano controindicazioni, i pazienti con angina instabile dovrebbero fare prima possibile la coronarografia. Le prove da sforzo sono controindicate. |