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Aneurisma   del  Ventricolo  Sinistro


   Aneurisma significa dilatazione

   Un particolare aneurisma è quello ventricolare sinistro [252], che può formarsi dopo un infarto, che indebolisce la parete ventricolare [251] [253]. Tale aneurisma si forma, di solito, solo nei primi tempi dopo un infarto.

   Quando un infarto colpisce il muscolo ventricolare sinistro [081], se non si interviene entro le prime 3 ore dall’inizio della trombosi che ha causato l’infarto, il danno muscolare è permanente [082].
   Quindi il muscolo ventricolare sinistro in una sua parte, più o meno grande a seconda dell’estensione dell’infarto, “perde” una parte più o meno grande di muscolo contrattile [082].
Entro 3 mesi questa parte sarà trasformata in tessuto fibroso, incapace di funzione contrattile.
Ma, prima che sia trasformato in tessuto fibroso il tessuto infartuato sarà informe, più debole, e quindi cedevole.
   Questo fatto, dovendo il muscolo cardiaco continuare a contrarsi, potrà causare un cedimento, e quindi una dilatazione
[083], durante la contrazione del cuore.
   Si potrà quindi formare un aneurisma e cioè una dilatazione
[083], che in questo caso interesserà la parete del ventricolo sinistro, causando un aneurisma del ventricolo sinistro, più o meno grande, e localizzato nella sede dell’infarto miocardico avvenuto.
   Di consueto l’aneurisma ventricolare sinistro si forma poco dopo l’infarto.
Dopo la trasformazione della parete muscolare infartuata in parete fibrosa, è molto più difficile che si formi la dilatazione e quindi l’aneurisma ventricolare.
   Tutte queste trasformazioni, adattamenti, e possibilità di formazione dell’aneurisma ventricolare sinistro, fanno parte del rimodellamento ventricolare sinistro, che avviene sempre dopo un infarto, e comunque anche in caso di ischemia prolungata della parete muscolare cardiaca.

   Nei primi tempi dopo un infarto, oltre al rischio di formazione di un aneurisma.c’è anche il rischio, peraltro molto più raro, della rottura del cuore.

   Concetto di Frazione di Eiezione
   Il cuore è una pompa muscolare, ed è quindi in grado di produrre una forza e realizzare un lavoro. Questa forza ( e quindi la cpacità di lavoro del cuore) può essere misurata con il seguente criterio:

   Una pompa muscolare cardiaca che funziona normalmente, se a riposo riceve 100 cc. di sangue, deve essere in condizioni di pomparne via 70 cc. (frazione di ciò che viene eiettato, frazione di eiezione, EF o FE). Infatti il cuore non si svuota mai completamente, proprio per avere una riserva immediatamente utilizzabile in casi di emergenza.

   Quindi la FE normale è 0,70 o 70%. Se la pompa muscolare cardiaca è danneggiata in una sua parte (infarto miocardico), oppure ha, in toto, una diminuizione del suo rendimento (cuore dilatato), la FE sarà diminuita. Si considera critico un valore della FE inferiore al 30%.

   Più basso è il valore della FE più e alto il rischio generale del Paziente, e, in particolare, il rischio in caso di intervento chirurgico, che per valori di FE molto bassi, può anche essere controindicato.

   Quando si realizza un aneurisma del ventricolo sinsitro, dopo un infarto, la cavità ventricolare sinistra, logicamente, aumenta la sua capacità di ricevere sangue [082] [083]. Secondo il concetto di Frazione di Eiezione, quindi, il cuore deve pompare di più avendo una forza diminuita.
Questa discrepanza genera spesso problemi di insufficienza ventricolare sinistra.

GENERALITA'

   E' presente in circa l'8-15% dei pazienti che sopravvivono all'infarto.
  La parete dell'aneurisma è sottile, in paragone al resto della parete ventricolare. L'aneurisma si forma, verosimilmente, quando la tensione del ventricolo si esercita su un tessuto sottile, debole, a causa dell'infarto avvenuto.
Questa parte, essendo più sottile, protrude all'esterno ad ogni contrazione del ventricolo sinistro (VSx). In questo modo commette, ad ogni contrazione del Vsx, un “furto” di volume di sangue ai suoi danni.
    Con il tempo il tessuto fibroso cicatriziale diventa più spesso, ma continua a protrudere all'esterno sooto la spinta della contrazione cardiaca. Di solito ha dimensioni: da 1 a 8 cm. Interessa l'apice e la parete anteriore circa 4 volte più frequentemente della parete posteriore.
    La probabilità di rottura è rara, e, se avviene, accade di solito nei primi tempi di formazione dell'aneurisma. La rottura tardiva, quando si è formato un tessuto fibroso cicatriziale denso, di solito non avviene mai.
    La mortalità, in portatori di aneurisma, è circa 6 volte più frequente che in quelli che non ce l'hanno, anche a parità di frazione di eiezione.
    La morte, in questi casi, è di solito improvvisa, ed è dovuta frequentemente a tachiaritmie ventricolari, frequenti nei casi di aneurisma.
    La presenza di ST sopraelevato che si pensava correlata sempre ad un aneurisma, è invece spesso dovuta a grande estensione dell'area infartuata, e non indica necessariamente un aneurisma.

La diagnosi, di solito, si fa con i seguenti esami:
1 - Ecocardiogramma
2 - Scintigrafia miocardica

3 - Cateterismo e ventricolografia

    La presenza di un aneurisma obbliga il resto della muscolatura ventricolare a contrarsi con più forza, per compensare il “furto”, e quindi la perdita di una parte di sangue da pompare. Quando l'infarto è stato molto esteso, questa compensazione è possibile solo in parte, e allora può insorgere insufficienza ventricolare sinistra, o angina per il troppo impegno del muscolo rimasto. Questo adattamento del VSx si chiama rimodellamento del VSx
   Il trattamento aggressivo dell'infarto miocardico, con la trombolisi, può diminuire la possibilità di insorgenza dell'aneurisma.
    La correzione chirurgica ha successo solo se il miocardio vitale rimasto ha una buona funzione contrattile. In questi casi, quando si fa l'aneurismectomia per una sopraggiunta insufficienza ventricolare sinistra, o per una sopravvenuta angina, la mortalità è bassa, e ci si può aspettare un miglioramento clinico.
    Il pericardio sovrastante l'aneurisma è di solito densamente aderente alla parete dell'aneurisma; questa parete dopo diversi anni può diventare anche calcificata.



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