| L'aneurisma è una dilatazione della parete
arteriosa,
per indebolimento della parete stessa e conseguente dilatazione del
vaso arterioso, dilatazione che può assumere varie forme [515]
[516]
[517].
E' evidente che la dilatazione del vaso causerà un punto di minore resistenza e quindi di potenziale rottura del vaso stesso. Molto dipenderà dalla sede e quindi dalla pressione del sangue all'interno del vaso, oltre che dalle condizioni della parete arteriosa stessa. Per quanto riguarda l'aorta, entro caratteristiche normali, più lontano sarà dal cuore e meno sarà il rischio di rottura, perchè, nell'albero arterioso, e nei suoi vari rami, più lontano si sarà dal cuore, e minori saranno le pressioni arteriose esistenti. Tuttavia è il diametro dell'aneurisma è il parametro di giudizio più importante per valutare il rischio di rottura e l'indicazione alla correzione chirurgica, o con mezzi meno invasivi, dell'aneurisma stesso.
Un particolare aneurisma è l'aneurisma
dissecante dell'aorta. Ma aneurismi dissecanti
possono aversi anche in altre arterie.
Come
tutte le arterie, e tutti i vasi sanguigni, esclusi i capillari, anche
l'aorta ha 3 tuniche: una esterna (avventizia),
una media (media), e una interna (intima). La tunica avventizia è un rivestimento esterno, abbastanza
consistente, la tunica media è essenzialmente costituita da fibre
muscolari ed elastiche, la tunica intima è un "rivestimento" interno, endoteliale.
Può accadere che in un qualunque punto, si
possa rompere la tunica intima [519],
spesso a causa della pressione arteriosa elevata. In questo caso il
sangue, attraverso questa porta di rottura, entrerà nel tessuto
della tunica media , e questo avverrà per una estensione minore
o maggiore, a seconda della consistenza e della resistenza del tessuto
della tunica media [516]
[518]
Nella Sindrome di Marfan, e nella necrosi mediocistica
dell'aorta [523],
questo avverrà in misura maggiore, provocando una estensione
anche considerevole della presenza di sangue nella tunica media, lungo
la parete del vaso.
E' questa la dissezione, una situazione in cui, per
la presenza del sangue nella tunica media, la tunica
intima e la tunica avventizia sono separate da questo sangue
[521]
[522]
[520],
impropriamente presente nella tunica media.
In definitiva, il vaso dissecato ha normalmente il
sangue al suo interno, ma ha anche il sangue tra la tunica interna e
quella esterna. Quindi, in una parte del vaso, quella interessata dalla
dissezione, il sangue sarà separato dall'esterno
solo dalla tunica esterna (avventizia). Questo costituirà un maggior rischio di rottura e di fuoriuscita
del sangue all'esterno, con conseguenze non compatibili con la vita.
Se poi, nella tunica intima, si stabilisce un'altra
rittura (di "rientro"), questo migliorerà la prognosi,
perchè il carico sulla tunica esterna si ridurrà.
La dissezione aortica, se riguarda il primo tratto
dell'aorta, potrà coinvolgere l'ostio valvolare
aortico, causandone un cedimento, e, quindi, una conseguente insufficienza
aortica.
L'incidenza
maggiore è tra i 40 e i 70 anni di età, con un rischio
più alto per gli ipertesi (80% dei casi) e per i fumatori.
La morte sopravviene in caso di rottura per emorragia, o per tamponamento
pericardico se la rottura avviene nel primissimo tratto dell'aorta.
Se la sopravvivenza è superiore alle 6-7 settimane e non c'è stata chirurgia di correzione [524],
si può parlare di forma "cronica", per quello che vale
questo aggettivo in una situazione come questa.
La
classificazione dei tipi è di Crawford e i tipi sono il I, II.
III di De Bakey o il tipo A e tipo B [526]
[525].
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