Gli ACE-inibitori sono una categoria di farmaci
antipertensivi, ma vengono usati anche nello scompenso
cardiaco e nella nefropatia diabetica.
In questo schema osserviamo come si attiva il sistema renina-angiotensina, e anche come funzionano i farmaci ACE-inibitori [734].
In caso di diminuizione della pressione arteriosa, nelle cellule iuxta-glomerulari dell'arteriola afferente del glomerulo renale, si forma la pro-renina, che darà luogo alla produzione di renina, una specie di enzima, che però non ha caratteristiche vasoattive, e quindi non modifica la pressione arteriosa. La renina agisce su una proteina del plasma, l'angiotensinogeno che induce la formazione di angiotensina 1. Questa ha una azione vasocostrittrice, e quindi con tendenza ad elevare la pressione arteriosa, ma questa azione è molto modesta. A questo punto, per intervento di un enzima, Angiotensin Converting Enzyme (ACE), che ha sede nei capillari polmonari, l'angiotensina 1 si converte in angiotensina 2, che è un potente vasocostrittore e che induce anche la ritenzione di sodio e acqua, oltre che stimolare la produzione di aldosterone da parte delle ghiandole surrenali. Tutte queste azioni contribuiscono, sinergicamente, a far aumentare la pressione arteriosa, che quindi risalirà.
I farmaci ACE-inibitori bloccano l'azione dell'ACE, impedendo la trasformazione dell'angiotensina 1 in angiotensina 2, e quindi, in definitiva si oppongono al rialzo della pressione arteriosa.
L'acronimo ACE significa Angiotensin Converting Enzyma. Pertanto ACE è un enzima*. Consideriamo ora la
presenza di altre due sostanze nel rene e nel polmone dell'organismo
umano: l'angiotensina 1 e l'angiotensina
2 [734].
L'angiotensina
2 è il più potente vasocostrittore presente nel
corpo umano. L'enzima ACE permette la conversione da angiotensina 1
ad angiotensina 2. Gli ACE-inibitori bloccano
questa conversione e quindi non si arriva alla formazione dell'angiotensina
2. Pertanto, mancando l'angiotensina 2, non si attiva più il
meccanismo vasocostrittore ad esso correlato. Si ha, di conseguenza,
una azione ipotensiva.
La dieta iposodica potenzia l'effetto
degli ACE-inibitori.
Gli ACE-inibitori hanno un benefico effetto
sui pazienti scompensati, o, comunque, con una disfunzione
sistolica del ventricolo sinistro.
Prima
di assumere gli ACE-inibitori occorre semre consultare il proprio Medico
Curante. |